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L’editoriale di Giuseppe Clemente

PugliaSport-AcquavivaIl dirigente degli Ultrattivi ci parla del Cagnazzi

Saranno passati circa vent’anni da quando per la prima volta ho “assaporato” la polvere del glorioso campo sportivo “Cagnazzi”. Quella che un tempo era definita “fossa dei leoni” e che, ad onor del vero, ha regalato tante gioie ai calciofili altamurani che sin dal dopoguerra hanno seguito le gesta sportive di piccoli e grandi calciatori.
Se provassi solo per un attimo a chiudere gli occhi per tornare indietro proprio al giorno del mio esordio, ricorderei un gruppo di allegri ragazzini con scarpini tacchettati e la casacca della gloriosa Puglia Sport che preparano una partita in quegli spogliatoi che, nonostante lo scorrere del tempo, sono rimasti gli stessi, tanto da finire sotto la lente di ingrandimento della FIGC e sotto i riflettori della stampa locale, suscitando malumori e polemiche sino ad oggi.
Per noi che il calcio ha significato non solo partitelle tra amici e contro avversari di centinaia e centinaia delle più disparate località italiane, ma anche aggregazione, crescita umana, amicizia ed educazione, la giornata di ieri, lunedì 10 marzo 2014, ci trasmette quasi un senso di liberazione, un sapore dolce dopo tanti bocconi amari buttati giù. Resi amari, per esempio, dalle tante promesse ascoltate in campagna elettorale da chi, a turno, ha poi amministrato la Cosa Pubblica. Ancor più amari quando la domenica ci si arrampicava sugli specchi quasi a voler trovare una giustificazione valida per le condizioni a dir poco fatiscenti dei locali adibiti a spogliatoi e messi a disposizione delle squadre ospiti.

Ebbene, dopo tante peripezie, deroghe e discussioni, finalmente, è proprio il caso di dirlo, il Comune di Altamura lunedì 10 marzo 2014 ha pubblicato il Bando di Gara per la ristrutturazione degli spogliatoi del glorioso campo “Cagnazzi”. Ancora qualche mese e, si spera, quelle mura bianchicce ed umide lasceranno il posto a dei locali all’avanguardia, attrezzati e lindi come quelli che è facile trovare nella maggior parte delle strutture delle altre città. S’intravede all’orizzonte, dopo anni ed anni di attesa, l’uscita dal tunnel nel quale decine di associazioni sportive, di tecnici e di dirigenti, nonché centinaia, migliaia di piccoli e grandi sportivi sono stati costretti a stazionare, lasciati quasi al loro destino.
È inutile, adesso, guardarsi alle spalle per cercare colpevoli, a questa gloriosa struttura sportiva in pochi si sono interessati negli ultimi venti anni. Si era forse giunti ad un punto di non ritorno e, quindi, si è dovuto affrontare il problema per evitare conseguenze peggiori. Tutti noi, abituali frequentatori del “Cagnazzi” ed amanti di quel campo polveroso, non attendiamo altro che il recupero definitivo di questo potenziale gioiellino, una “oasi” immersa nel caos del centro cittadino, sperando che negli anni a venire chi ci governerà dimostri più attenzione allo sport in generale, prendendosi cura di ogni piccolo spazio destinato a queste attività, non dimenticando mai che a contare non saranno solo le classifiche dei campionati, i gol e le statistiche ma soprattutto le migliaia di ragazzini che impareranno a condividere gioie e dolori, sacrifici e sudore con tanti altri coetanei che, altrimenti, probabilmente finirebbero a rincretinirsi davanti ad una Play Station.

Giuseppe Clemente

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