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Ultrattivi, un progetto innovativo e ambizioso

UltrattiviA parlarcene è il direttore tecnico della società altamurana, Giuseppe Clemente

Continua il nostro viaggio settimanale tra le società sportive altamurane che, in questo periodo dell’anno, almeno per quel che riguarda gli sport di squadra, sono ferme in attesa dell’inizio della nuova stagione. Questa volta cercheremo di analizzare la stagione della “Ultrattivi”, squadra di calcio che nella stagione conclusa qualche mese fa ha partecipato al campionato regionale di 3^ categoria, chiudendo al 6° posto e sfiorando l’accesso ai play-off, risultato soddisfacente se si considera che era al suo primo anno di attività.
Come tutti sapranno, però, la “Ultrattivi” ha fatto parlare molto di se, non solo per quello che è successo in campo, ma anche per quello che è successo fuori. Niente di negativo, fortunatamente, anzi, tutt’altro. La società “Ultrattivi” è la prima società italiana costituita per essere gestita direttamente dai tifosi tramite il progetto denominato “Tifoseria Attiva” che prevede l’intervento diretto dei tifosi in alcune decisioni tecniche societarie.
Oggi cercheremo di approfondire questo progetto, innovativo e ambizioso, puntando l’attenzione, soprattutto, sull’aspetto sportivo e lo faremo insieme a Giuseppe Clemente, direttore tecnico della società altamurana, nonché giornalista sportivo e appassionato di sport.
Sig. Clemente si presenti ai nostri lettori. Ci spieghi qual è il suo ruolo in società.
“Ventisette anni, nella vita di tutti i giorni studio per conseguire la laurea in Economia Aziendale presso l’Università di Bari. Collaboro assiduamente con uno studio di consulenza fiscale. Faccio parte da anni delle redazioni di alcune testate giornalistiche locali e conduco, assieme ad altri amici, le trasmissioni sportive di Radio Altamura Uno. Dal 2009, subito dopo la nascita dell’ASD ULTRATTIVI, mi è stato affidato l’incarico di direttore tecnico di quest’ambiziosa realtà”.
Nonostante il vostro progetto è stato oggetto di approfondimenti da parte di quasi tutti i più importanti mass media, ci vuole spiegare in breve come nasce e quali sono gli obiettivi che persegue?
“Come dicevate poc’anzi, la nostra è un’idea ambiziosa che ha suscitato l’attenzione dei media nazionali. L’obiettivo a lungo termine è quello di trasformare la nostra associazione in una vera e propria società stile Barcellona, con centinaia di soci che partecipano attivamente alla gestione societaria. Il progetto “Tifoseria Attiva”, che ha vinto il bando “Principi Attivi”, ottenendo un finanziamento a fondo perduto, prevede inoltre l’introduzione della figura del “tifoso attivo” che, versando una quota annuale, potrà “condizionare” alcune scelte dell’allenatore o, comunque, potrà dire la sua su questioni di carattere tecnico”.
Nella stagione conclusa qualche mese fa, siete arrivati a un passo dall’accesso ai play-off nel campionato di 3^ categoria. Un suo bilancio su questa prima esperienza.
“A giugno del 2010, allor quando organizzammo le prime “Selezioni per Aspiranti Calciatori”, non avevamo un solo tesserato tra le nostre fila. L’associazione era composta da soli tre soci che si son rimboccati le maniche creando un piccolo giocattolo che costituirà la base sulla quale costruire il nostro futuro. Nonostante il rammarico per i play-off mancati, posso dire che il bilancio è assolutamente positivo dato che il gruppo ha retto senza difficoltà sino al termine della stagione, riuscendo a calamitare attorno a sé tanta gente che, ad oggi, ha sposato a pieno il nostro modus operandi. Molti di questi supporter sono diventati soci veri e propri dell’associazione”.
Tra i giocatori, chi i peggiori e chi i migliori? Se la sente di fare qualche nome?
“La gestione di un gruppo, ne abbiamo avuto prova quest’anno, è un qualcosa di complesso, che richiede tanta pazienza e buona volontà. Tutti i ragazzi, indistintamente, credo abbiano dato il massimo ed alla luce dei colloqui già avuti con alcuni di loro per programmare la prossima stagione, posso dire che continueranno a farlo. Mi è piaciuta l’umiltà di gran parte dei più esperti e la voglia di apprendere che i ragazzi alle prime armi hanno dimostrato dal primo momento”.
E mister Lunare? Siete soddisfatti del suo lavoro?
“Il lavoro di Marco Lunare è stato encomiabile, soprattutto per quanto riguarda la passione, l’impegno e la dedizione che dal primo momento lo hanno contraddistinto. È anche merito suo se un gruppo tutto nuovo ha trovato una quadratura ottenendo dei miglioramenti anche individuali. Le nostre strade si son divise ma, ancora una volta, mi preme ringraziarlo per il suo lavoro anche a nome di tutto lo staff”.
Adesso qualche notizia sul futuro. Tra qualche giorno sarete impegnati con le selezioni per la nuova stagione. Quali sono le vostre aspettative?
“La seconda edizione delle selezioni, come d’altronde è stato per lo scorso anno, è una vetrina importante nella quale mettere in mostra il nostro modo di intendere il calcio. Tutti possono parteciparvi, tutti hanno una chance! Parte della rosa della passata stagione arriva proprio dalle selezioni. Da questa seconda edizione ci auguriamo di poter integrare con almeno sette-otto elementi, soprattutto di giovane età, il gruppo dei confermati. Alla fine di luglio, poi, i confermati della passata stagione, i ragazzi selezionati durante i provini e alcune new entry parteciperanno ad uno stage settimanale agli ordini del nuovo responsabile dell’area tecnica, Gianluigi Colonna, che lavorerà a stretto contatto con uno staff tecnico composto da diversi elementi”.
Oltre alle selezioni, avete intenzione di contattare giocatori di categoria superiore che vi consentano di fare il salto di qualità?
“Chiunque volesse darci una mano è il benvenuto! Ovviamente è necessario sposare i principi che l’ASD ULTRATTIVI impone ai propri dirigenti ed ai propri tesserati. Il fair play, l’ospitalità ed il rispetto delle regole all’interno del gruppo sono stati e saranno i principi cardine di questo progetto (non a caso nella scorsa stagione abbiamo sfiorato la vittoria della Coppa Disciplina). Diversi elementi con esperienze in altre categorie si sono avvicinati a noi in chiusura della passata stagione ed altri, in questi mesi di pausa, ci hanno dato la loro disponibilità. Siamo comunque in 3^ categoria ed è bene ribadire che per nessuno dei nostri tesserati è previsto un compenso, ad eccezione dei “premi in natura” messi a disposizione dai nostri sponsor”.
Dalla prossima stagione sarete impegnati anche con la scuola calcio e quindi con il settore giovanile. Come mai avete preso questa decisione? Così vi ha spinto a fare quest’ulteriore, importante, passo?
“Non si può fare calcio a qualsiasi livello senza un settore giovanile che, anno dopo anno, fornisce energie fresche alla prima squadra. Da tempo stiamo lavorando a questa idea e, con tutta probabilità, il lancio del progetto ULTRATTIVI YOUNG avverrà a settembre. Anche in questo caso la nostra sarà una politica dei piccoli passi. Cercheremo di crescere, anche fra gli under 16, anno dopo anno, senza strafare e ponendoci obiettivi a lungo termine. Nel mese di luglio, inoltre, partirà la ULTRATTIVI CUP, un mini torneo che coinvolgerà, grazie alla disponibilità mostrata dai responsabili di alcuni campi estivi altamurani, i ragazzi dagli 8 ai 12 anni”.
Lei, oltre ad essere dirigente della “Ultrattivi”, è anche uno stimato giornalista sportivo e quindi, grazie a questa doppia veste, ha una visione più ampia dello sport altamurano. Non le sto ad elencare tutti i noti problemi legati alle strutture. Qual è la suo opinione in merito?
“Penso sia chiaro a tutti che lo sport altamurano può e deve dare molto di più! Attualmente, però, l’ostacolo maggiore è rappresentato dalla carenza infrastrutturale che non permette alle associazioni di poter programmare allenamenti adeguati. In quanti sanno, per esempio, che nell’atletica leggera vi sono dei giovani altamurani che potrebbero partecipare ad un campionato mondiale e che sono costretti ad allenarsi nelle città limitrofe che dispongono di piste regolamentari? Siamo di fronte ad un bivio che potrebbe segnare il futuro sportivo di questa città: o la politica investe sullo sport e sulle strutture oppure gran parte delle associazioni altamurane sono destinate a morire! L’esempio del campo Cagnazzi è emblematico. Non avere a disposizione quella struttura a settembre per le gare ufficiali costringerebbe i gruppi sportivi locali ad un esodo verso altre realtà, con aggravi notevoli di costi e difficoltà logistiche. Forse la maggioranza di governo altamurana avrebbe fatto meglio a rimandare i lavori di ristrutturazione del cortile interno del Municipio per finanziare quantomeno il recupero degli spogliatoi del campo Cagnazzi!”
È nostra consuetudine chiudere le nostre interviste lasciando spazio agli intervistati per i ringraziamenti. Lei ne ha da fare?
“Ancora una volta ringrazio voi di AltamuraSport.it e tutti i media locali che tengono sempre acceso il faro sulla nostra associazione. Da amante e praticante dello sport, vi ringrazio anche per il lavoro di sensibilizzazione e di stimolo che puntualmente mettete in atto al fine di migliorare la vivibilità nella nostra città”.
Grazie per la collaborazione e un grosso “in bocca a lupo” per la vostra bella iniziativa.
“Crepi il lupo e… forza Ultrattivi!”
Si conclude qui questa nostra lunga chiacchierata con Giuseppe Clemente con il quale l’appuntamento è fissato per sabato 9 luglio, presso il campo “Cagnazzi” per la seconda edizione delle “Selezioni per Aspiranti Calciatori”, organizzata dalla ADS Ultrattivi. Con i nostri lettori, invece, l’appuntamento è per la prossima settimana con una nuova puntata de “Il punto…”.

Domenico Olivieri

Mister Dibenedetto: “Il momento più bello, il giorno della salvezza”

DibenedettoDopo la salvezza, passando per i play-out, mister Dibenedetto ci racconta la travagliata stagione della Puglia Sport

Terminato un campionato tribolato con l’esito finale della salvezza ottenuta dopo la difficile e sentita gara di play-out contro il Ginosa, è giunto il momento di ripercorrere quanto accaduto durante tutta la stagione e valutare alcuni aspetti che hanno riguardato la Puglia Sport Altamura.
A fare il punto di tutto è uno degli artefici di questa salvezza, l’allenatore Leonardo Dibenedetto che, con la sua grinta e la sua forza di volontà, ha preso per mano la sua squadra e l’ha accompagnata verso un finale gioioso, passando per momenti esaltanti e alcuni quasi drammatici. Ma alla fine è il risultato finale che conta e quello ottenuto dalla formazione altamurana ha proprio il sapore di una vittoria di campionato, visto come si erano messe le cose nell’ultimo periodo in casa Puglia Sport. Insieme con lui cercheremo di ripercorrere i momenti belli e quelli brutti, i fattori di crescita della propria squadra fino ad arrivare alla fatidica considerazione finale relativa alla prossima stagione.
Partiamo dal personale, si presenti ai nostri lettori.
“Mi chiamo Leonardo Dibenedetto, sono nato il 5 luglio 1976 a Bari e ho sempre vissuto ad Altamura. Ho iniziato ad allenare cinque anni fa e non ho mai lasciato la panchina della Puglia Sport Altamura con la quale ho vinto un campionato di terza categoria, ho partecipato ai play off in seconda e quest’anno ci siamo salvati in prima passando per i play out”.
Lei è figlio d’arte. Quanto il suo credo calcistico si avvicina a quello di suo padre, il “seminatore d’oro”, Franco Dibenedetto?
“Più che di credo calcistico, parlerei di insegnamenti di vita. Tutto quello che ho imparato da lui lo metto in pratica nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nelle questioni personali e anche nel calcio. Comunque anche lui, non ha mai avuto un vero e proprio credo calcistico ma si è sempre adattato in base ai giocatori, ai programmi societari e alle situazioni in genere, e, questo è quello che cerco di fare anch’io”.
Passiamo alla stagione appena conclusa, quali erano i reali obiettivi di questa squadra a inizio stagione?
“L’unico vero obiettivo stagionale era una salvezza tranquilla”.
Si è partiti con il piede giusto ma, quando tutto lasciava presagire un piazzamento nelle zone alte della classifica, l’incantesimo si è rotto. Sa darci delle spiegazioni?
“Nessun incantesimo si è rotto. La squadra si è comportata molto bene nella prima parte della stagione, poi gli infortuni di Incampo, Stolfa e Caputo, qualche episodio sfortunato ci hanno fatto perdere la fiducia in noi stessi. Vorrei ricordare che al di là di qualche giocatore esperto, la rosa era composta di atleti molto giovani e in questi momenti difficili, l’inesperienza si paga a caro prezzo”.
Qual è stato il momento più bello della stagione e quale il più difficile?
“Il momento più bello è stato sicuramente al termine della gara di ritorno dei play-out, quando abbiamo raggiunto la tanto sospirata salvezza. I momenti difficili, purtroppo, ce ne sono stati tanti: ricordo la lunga serie di partite senza vittorie, bisognava trovare ogni volta le giuste motivazioni, la forza e la cattiveria agonistica, di certo non sono stati momenti facili anche perché gli infortuni e le squalifiche ci decimavano ogni domenica la squadra”.
C’è stato un momento nel quale avrebbe mollato tutto?
“In verità non ci ho mai pensato e questo solo grazie alla società che ha sempre creduto in quello che stavamo facendo, ma soprattutto grazie ai miei ragazzi che mi hanno sempre seguito e hanno sempre dato il massimo impegno per la causa della Puglia Sport. Forse se non avessi sentito fiducia intorno a me avrei pensato di mollare tutto, per fortuna questo non è mai accaduto”.
Seguendo la sua quadra costantemente tutto l’anno, abbiamo notato con dispiacere che raramente ha terminato le gare in undici uomini. Proprio non è riuscito a far capire ai suoi ragazzi che in 11 contro 11 si hanno più possibilità?
“Come dicevo prima, quando arrivano i momenti difficili durante una stagione, la miglior medicina è la vittoria; in questi momenti noi abbiamo avuto spesso belle reazioni con partite ben giocate, ricordo le partite casalinghe contro Bitritto e Castellaneta, qualche legno di troppo o qualche episodio sfortunato e la vittoria ci sfuggiva ogni volta. Queste partite fanno perdere sicurezza e fanno innervosire, soprattutto i più giovani ed ecco i tanti provvedimenti disciplinari. Questo, però, è accaduto solo nel periodo nero della stagione”.
La lacuna che, invece, la squadra non è riuscita a colmare?
“Lacune esclusivamente caratteriali, non saper reagire bene nei momenti difficili, non siamo stati bravi a tirarci fuori il prima possibile dai momenti di crisi e a compattarci. Dopo il girone d’andata avevano 14 punti in più del Paolo VI, che ha disputato i play-off, questo rende l’idea di quanto è stato lungo il nostro periodo buio e penso che credendo di più nei nostri mezzi potevamo uscirne prima e salvarci senza patemi d’animo”.
A parte il gruppo, se si deve fare un nome per identificare il vero spirito di questa squadra, quale sarebbe?
“Potrei fare tanti nomi, ma dico che tutti quelli che sono arrivati fino alla fine della stagione e che sono scesi in campo nella doppia sfida dei play-out rappresentano al meglio la Puglia Sport. Nelle ultime due gare sono scesi in campo con il solo obiettivo di salvare la squadra onorando questa storica maglia, loro identificano il vero spirito di questa società”.
Chi l’ha delusa maggiormente e chi invece l’ha sorpresa?
“Deluso da nessuno, tutti hanno dato quello che avevano, si vince in 11 e si perde in 11. Le sorprese di sicuro tra i più giovani che hanno sfruttato al meglio le possibilità che gli si sono presentate. Ricordo con piacere Calia, Cannito e Traetta che soprattutto nel finale hanno ben figurato impressionando tutti, non solo me”.
Facciamo un passo in avanti, progetti per il suo futuro?
“Per adesso è tutto fermo, vedremo i programmi futuri e ne parleremo insieme con la società. Per adesso sono impegnatissimo nel mio lavoro estivo: gestisco la “Master Sport”, una struttura con campi da calcio a 5, piscina, campo da beach volley, beach soccer e bocce, e, visto che le scuole sono chiuse da poco ho il mio bel da fare con il campo scuola aperto ai ragazzini di tutte le età”.
C’è qualche voce che parla di una possibile non iscrizione della Puglia Sport al prossimo campionato, quanto c’è di vero?
“A me non risulta, penso sia una bufala e, comunque, per avere notizie più attendibili, bisognerebbe rivolgere questa domanda al presidente della società”.
Visto che lei è interessato in prima persona, vorremmo sapere la sua opinione personale sulla brutta faccenda che potrebbe vedere l’imminente chiusura del Cagnazzi.
“La chiusura del campo sportivo Cagnazzi sarebbe un’assurdità. Sarebbe l’ennesimo abbandono di impianti sportivi da parte dell’amministrazione comunale. Altamura è un centro molto importante e penso che bisognerebbe ampliare gli impianti sportivi vista la continua crescita della popolazione, qui invece si parla di fare l’esatto contrario. Al di là delle gare domenicali delle serie minori, vorrei ricordare l’importanza del campo Cagnazzi, dove ogni giorno si allenano migliaia di ragazzini che fanno parte dei vivai altamurani. Tutti i giocatori altamurani hanno cominciato calpestando questo campo da gioco. Cancellare il principio del calcio ad Altamura significherebbe anche distruggere il futuro del calcio altamurano. Spero vivamente che questo non accada mai, il Cagnazzi rappresenta il calcio cittadino e non solo dovrebbe rimanere dov’è, ma va anche migliorato e dotato di una struttura degna del nome “spogliatoio”.”
Le lasciamo il solito spazio dedicato ai rituali ringraziamenti di fine stagione.
“Senza fare nomi in particolare, ringrazio prima di tutto i miei ragazzi per l’impegno profuso per tutto l’anno, tutta la società al completo e tutte quelle persone che ci hanno sempre seguito e ai quali sta a cuore la nostra squadra.”
Grazie per la collaborazione e in bocca al lupo per il futuro.
“Grazie a voi per il servizio che date alla nostra città”.
Anche la sesta settimana della nostra rubrica “Il punto” si chiude, noi vi diamo appuntamento tra sette giorni con una nuova analisi. Intanto vi anticipiamo che la prossima settimana ai nostri microfoni avremo il piacere di ospitare il giovane attaccante altamurano Francesco Caputo, reduce dalla sua seconda promozione in serie A in tre anni: vi aspettiamo numerosi.

Leonardo Loporcaro

Libertas Basket Altamura, una società ambiziosa

LogoLibertasA parlarcene è Donato Colonna, dirigente della formazione militante in serie D

Dopo la pausa della settimana scorsa, torna il nostro appuntamento settimanale con l’analisi della stagione delle varie società sportive altamurane. La volta scorsa abbiamo parlato della Fortis Murgia con una lunga intervista a mister Squicciarini. Quest’oggi, invece, analizzeremo il campionato della Libertas Basket Altamura che, dopo un’ottima stagione, al suo primo anno nel campionato regionale di serie D, è riuscita a conquistare una salvezza tranquilla, sfiorando, addirittura l’accesso ai play-off, sogno svanito soltanto nell’ultima parte del campionato. Ci aiuterà, in questa analisi, uno dei dirigenti della squadra altamurana, Donato Colonna, che, in più di una circostanza si è cimentato nel ruolo di addetto stampa, raccontando le gesta dei “suoi” ragazzi.
Sig. Colonna, nonostante la maggior parte di voi dirigenti avesse delle esperienze alle spalle, la Libertas Basket Altamura, come società, è una matricola. Ci può riassumere, in breve, come si è arrivati fino qua?
“Personalmente non ho mai avuto esperienze nel basket né da giocatore né da dirigente, ma mi sono affiancato a questo gruppo di persone che, come me, amano lo sport con molto entusiasmo e ho abbracciato il loro progetto. Tra di noi la persona con più esperienza è il presidente Sandro Biandolino che in passato ha ricoperto lo stesso ruolo per l’Olympia Basket Altamura, squadra che fino allo scorso anno ha militato nel campionato di serie D. A Luglio dell’anno scorso, poi, è nata la Libertas Basket Altamura grazie alla passione di un gruppo di dirigenti e appassionati di pallacanestro, con l’obiettivo di creare una società sportiva solida che potesse dare visibilità ai giovani che vogliono divertirsi facendo sport. Oltre a questo, cerchiamo di far crescere questo sport nella nostra città, considerato da molti uno sport minore rispetto al calcio e alla pallavolo, molto più seguiti. Devo aggiungere che siamo molto soddisfatti del lavoro ad oggi svolto, in quanto anche grazie all’ausilio dei mezzi di comunicazione, un esempio è il nostro sito, siamo riusciti a portare al palazzetto un bel po’ di gente. Speriamo di continuare in questa direzione”.
L’obiettivo stagionale era, senza dubbio, la salvezza che è giunta con notevole anticipo. Si può ritenere, dunque, soddisfatto?
“Il bilancio finale è estremamente positivo. Sin dai primi allenamenti la società e allenatore erano concordi nel dover affrontare la stagione con i piedi per terra e raggiungere quanto prima possibile la salvezza, in modo tale da far crescere i nostri giovani. Anche quest’ultimo obiettivo è stato raggiunto, in quanto i nostri ragazzi, durante l’arco di tutta la stagione, hanno avuto a disposizione diversi minuti per poter far esperienza e mettersi in mostra”.
Analizzando nel dettaglio la stagione appena terminata, per quasi tutto il girone di andata vi siete imposti come una delle sorprese del campionato, mantenendovi costantemente in zona play-off. Poi il “giocattolo” si è rotto. Come mai?
“La prima parte del campionato è cominciata ben oltre le nostre più rosee aspettative. Siamo partiti subito forte e abbiamo inanellato quattro vittorie di fila e in tutto il girone di andata abbiamo racimolato ben 18 punti, che sono valsi il 5° posto. Durante l’arco della stagione abbiamo vinto con squadre del calibro di Fulgor Molfetta e Apricena, che hanno disputato i play-off e abbiamo tenuto testa a compagini quali il Lucera, vincitrice del campionato, e il Terlizzi, ora in finale play-off. Però nel momento cruciale della stagione, probabilmente è venuto meno l’ossigeno e la stanchezza si è fatta sentire, evidentemente la prima parte di campionato avrà spossato gli atleti. Ricordiamo, anche, che verso la fine del campionato non abbiamo potuto allenarci per circa venti giorni per un problema tecnico al palazzetto. La squadra, probabilmente, è stata anche poco umile in questo frangente e pensando che il raggiungimento dei play-off fosse una cosa fatta non ha dato il massimo. Queste però sono conclusioni che si fanno a posteriori, infatti, durante quel periodo la stessa società credeva nel miracolo e, non a caso, a gennaio ci siamo mossi sul mercato acquistando Romito e Bevilacqua per rinforzare la squadra. Per concludere non parlerei di giocattolo rotto, perché il giocattolo salvezza ha funzionato, ma parlerei più di circostanze che non abbiamo saputo governare. Questo serva anche a noi come insegnamento per il futuro”.
Il momento più alto della stagione e quello più basso?
“Parto subito dal ricordo negativo: la trasferta di Bari contro la Don Bosco, nostra rivale per il 5° posto. In quella circostanza abbiamo capito che la corsa per i play-off era un discorso quasi chiuso. La squadra ha sentito la pressione del momento e non ha girato al meglio, dopo che per due tempi avevamo condotto noi. A dir il vero, potrei citare anche la trasferta di Bisceglie, dove abbiamo perso contro una squadra nettamente inferiore. Per quanto riguarda il momento più bello potrei citare diversi aneddoti. Personalmente ho un bel ricordo della sfida d’andata contro il Fulgor Molfetta. In quella partita i ragazzi hanno giocato una partita grintosa e di sacrificio e alla fine hanno portato a casa una bella vittoria. Ma riecheggiano ancora nelle mie orecchie le urla di gioia di capitan Indrio quando veniva annullata una azione d’attacco avversaria, quasi come se avesse fatto un canestro”.
Parlando dei singoli, chi, secondo lei, è stato il migliore in squadra? C’è qualcuno che non ha soddisfatto a pieno le vostre aspettative?
“Sembrerebbe banale, ma la forza della nostra squadra è stata sicuramente il gruppo. Infatti, quando uno dei nostri atleti viveva un momento di appannamento qualcun’altro dava il massimo affinché il problema non pesasse sulla squadra. Se proprio devo fare nomi, allora, dico Maselli e Manicone, il primo perché è stato il top-scorer della squadra, il secondo perché non ci aspettavamo assolutamente che il ragazzo, 16 anni appena, si integrasse immediatamente in squadra e divenisse subito titolare. Questo non toglie che anche loro non abbiano vissuto i loro periodi no. Aggiungo che mi è piaciuta molto la prestazione di Bevilacqua nell’ultima parte di stagione: non avendo fatto la preparazione, ha iniziato a rodare tardi, ma quando lo ha fatto ha dimostrato che con la palla ci sa fare. Permettimi di dire che flop non ce ne sono stati. Ciò che non ci ha soddisfatto a pieno sono stati i cali di concentrazione di tutti. Infatti molte sconfitte sono derivate da questi black-out che non è bello vedere neanche in serie D”.
Un giudizio su coach Laterza. Anche se a volte può sembrare scontroso, ha fatto un gran lavoro, soprattutto con in giovani, facendone esordire parecchi in prima squadra.
“Hai detto benissimo: ha fatto un grande lavoro e non solo con i giovani. La società è voluta partire proprio da lui, dandogli carta bianca su tutto ciò che riguardava il settore tecnico. Con lui da agosto abbiamo cominciato a costruire questa squadra, un’intensa collaborazione e lavoro che ha dato i frutti sperati. Dobbiamo ringraziarlo anche per i tanti consigli che ci ha dispensato sotto il punto di vista logistico. Smentisco il fatto che lui sia scontroso, ne è la testimonianza l’affiatamento che si è creato tra i componenti del gruppo. Questo atteggiamento, che definisci scontroso, è semplicemente un segnale per i giocatori affinché potessero dare sempre più, sia dopo una sconfitta che dopo una vittoria. Per quanto riguarda il lavoro con i giovani, credo che lui sia uno dei migliori sulla piazza ad Altamura, ne è prova il suo curriculum. Sono stato favorevolmente soddisfatto di come abbia inserito Barozzi, Manicone, Picerno e Fiore in prima squadra, ragazzi che rappresentano il futuro di questa società”.
A proposito di giovani, la serie D è la vostra vetrina ma sappiamo che investite molto sul settore giovanile che in questa stagione vi ha regalato delle belle soddisfazioni? Un bilancio sui campionati giovanili?
“Il bilancio per quanto riguarda questo settore è più che positivo. I ragazzi dell’under 17, quest’anno, hanno portano a casa ben due titoli, un terzo posto al “I Memorial Lello Petruzzelli”, dove oltre a noi hanno partecipato la compagine di Mesagne, di Santeramo e una rappresentativa Jugoslava, mentre a livello provinciale abbiamo vinto la Coppa Primavera contro il Terlizzi. Durante tutto l’anno si sono messi in evidenza oltre ai già citati Manicone, Barozzi, Picerno e Fiore anche Tamborra, Dichio e tanti altri. Il nostro auspicio è che l’hanno prossimo si impegnino ancora di più in fase di allenamento e creino problemi al coach in fase di scelta dei dieci da convocare per le partite perché la maglia da titolare va meritata soprattutto in allenamento. Questo vale sia per la prima squadra che per gli under. Ciò sarebbe il segnale che il settore giovanile altamurano funziona bene”.
Nonostante la stagione sia terminata da poco, avete già iniziato a pensare al futuro? Quali obiettivi vi siete posti per la prossima stagione? Il vostro è un progetto a lungo termine?
“Premetto che non appena la stagione è finita abbiamo presentato la domanda di ripescaggio. Avremo la risposta quando termineranno le ultime gare dei play-off di questa annata. Solo allora ci muoveremo seriamente per allestire la rosa. Affrontare un eventuale campionato di serie C2 non è una cosa semplice: bisogna avere una buona base economica, ma anche un organico all’altezza. Quindi quando avremo il responso faremo le dovute scelte. Certamente partiremo sempre dai nostri giovani e manterremo i contatti con chi ha già preso parte a questo progetto. Nonostante questo ci siamo mossi nel contattare alcuni atleti altamurani, quali Vito Debartolo e Danilo Ferrulli, che quest’anno hanno disputato la serie C1 con il Trinitapoli e Andrea Fui, che ha militato in B2 nel Cus Bari. Attenderemo le loro decisioni e speriamo che altri altamurani possano prendano parte a un progetto che vuole portare in alto il basket ad Altamura. Aggiungo che ci stiamo muovendo nel contattare un secondo allenatore da affiancare a coach Laterza che possa essergli di supporto in fase di allenamento e durante le gare. Il nostro progetto, comunque, prevede di arrivare il prima possibile in C2 per poter, così, farci le ossa in un campionato di più alto livello e poi, da l,ì ricominciare a programmare il futuro”.
Adesso una domanda che abbiamo fatto a tutti i nostri precedenti ospiti: secondo lei in che stato è lo sport altamurano? Voi, in particolare, quali difficoltà avete dovuto affrontare durante la stagione?
“Parlo prima di tutto da ragazzo che ama lo sport e penso che lo sport altamurano non attraversi un buon momento. Basti pensare che una città come Altamura non ha nessuna società sportiva in una competizione di alto livello, fatta eccezione per la pallamano. Probabilmente è un problema dovuto alle tante società sportive presenti sul nostro territorio, pensate che ad Altamura ci sono ben tre società di basket che militano in categorie inferiori alla serie C2. Così facendo la passione, le potenzialità e, perché no, anche le risorse economiche vengono sprecate probabilmente da individualismi o per tornaconti personali. Ciò non permette allo sport altamurano di crescere. Ma c’è anche da dire che l’amministrazione non ci da una mano e, nonostante i tanti introiti che derivano dalla gestione dei palazzetti, questa è deficitaria. Infatti, abbiamo avuto una multa per il problema del tabellone che indica i 24 secondi, un’attrezzatura che ha pochi anni di vita ma che non funziona da tempo. Nonostante le diverse sollecitazioni fatte all’amministrazione ci è stato sempre inviato un tecnico non all’altezza. Per non parlare del problema al canestro che ci ha costretto, non solo a non allenarci per venti giorni nel bel pieno della stagione ma, anche, a giocare al palazzetto in via Manzoni dove non era in funzione l’impianto di riscaldamento dell’acqua, problema che ci poteva costare un’altra multa. Questo denota, non una lentezza nell’affidamento dei lavori di manutenzione, ma una cattiva gestione delle strutture sportive. Concludo ricordando che lo sport, nella nostra città, è forse l’unico modo per promuovere le politiche giovanili e far sentire i ragazzi parte della città, quindi bisogna puntare su di esso. E mi auguro che l’amministrazione si sensibilizzi su questo tema.
La nostra chiacchierata volge al termine. Hai dei ringraziamenti particolari da fare?
“I miei ringraziamenti vanno a tutti coloro che hanno e stanno credendo in questo progetto, si va dagli altri dirigenti che mi ha permesso di integrarmi nel gruppo, all’emittente televisiva Canale 2 che ci permette di mandare in differita le partite, a te Domenico che quest’anno hai fatto un’ottima esperienza come telecronista accanto al nostro amico Mininni, alla redazione di Altamuralife e a voi di Altamurasport che cercate di dar voce allo sport altamurano. Un particolare saluto va ai nostri sponsor, che hanno il ruolo fondamentale di garantire che questa società vada avanti e ci permettono di far sognare i nostri giovani atleti. Infine, ma non ultimi, i nostri sostenitori e tutti coloro che anche per qualche minuto si sono affacciati dagli spalti del palazzetto per vedere qualche scampolo di partita. Al loro va un sentito grazie e un arrivederci alla prossima stagione”.
Dandoci appuntamento alla prossima stagione, la ringraziamo per la sua disponibilità.
“Grazie a voi. È un piacere”.
Si conclude, così, questa quinta puntata della nostra rubrica settimanale “Il punto…” con la quale speriamo di far conoscere a tutti gli appassionati altamurani le numerose realtà sportive cittadine, anche non calcistiche, ma che meritano pari attenzione per l’impegno e la passione che ci mettono nell’affrontare i vari campionati, scontrandosi, molto spesso, con problemi che vanno oltre l’ambito prettamente agonistico.
Arrivederci alla prossima settimana.

Domenico Olivieri

Mister Squicciarini: “La vera forza di questa squadra è stata il gruppo”

Squicciarini1Il tecnico altamurano, dopo l’ottimo campionato con la Fortis Murgia, si “apre” ai nostri microfoni in una lunga e interessante intervista

Continua il nostro percorso settimanale con l’analisi della stagione delle formazioni altamurane che hanno, da poco, concluso i loro impegni agonistici. Questa settimana è la volta della Fortis Murgia Irsina che, a dispetto del nome, può considerarsi a tutti gli effetti una società altamurana, avendo numerosi dirigenti, tecnici e atleti nati e cresciuti proprio nella città del pane. Nonostante i noti problemi che ne hanno condizionato la stagione, la società murgiana, al primo anno nel campionato nazionale di serie D, si è ben comportata, raggiungendo una salvezza che non è mai stata in discussione. Tra i maggiori protagonisti di questa bella stagione c’è sicuramente l’allenatore, Pasquale Squicciarini che ha plasmato una squadra a sua immagine e somiglianza, con tanta grinta ma che, in molte partite, ha saputo anche esprimere un bel gioco. Proprio insieme al tecnico altamurano cercheremo di analizzare a fondo la stagione conclusasi lo scorso 8 maggio.
Mister, una domanda personale prima di tutto. Siccome non tutti la conoscono, soprattutto i più giovani, ci racconta, in breve la sua carriera prima da allenatore e poi da giocatore?
“Ho iniziato la carriera da allenatore nel 1996 a Molfetta in Eccellenza quando il mio ex presidente del Trani, dove avevo appena smesso di giocare, mi ha chiamato per cercare di ricostruire qualcosa di positivo viste le due retrocessioni consecutive dalle quali era reduce la squadra; era un bel progetto e bisognava lavorare con tanti giovani e ho accettato portando con me anche qualche ragazzo altamurano. Ci siamo salvati tranquillamente e, a un certo punto siamo stati anche al quarto posto in classifica risultando a fine stagione la squadra rivelazione del torneo. Oltre a Molfetta, ho allenato in ordine l’ U.S. Altamura, il Bisceglie, il Cerignola, il Bolzano e il Genzano in Interregionale (l’attuale serie D), poi Irsina in Eccellenza Lucana fino ad arrivare alla Fortis Murgia dove ho appena concluso il mio sedicesimo campionato da allenatore. Per quanto riguarda la mia carriera da calciatore, ho dato i miei primi calci nel C.S. Altamura, successivamente ho giocato nella Beretti del Matera promosso in serie B di mister Dibenedetto per poi passare a 17 al Tolve in Promozione dove ho fatto 24 gol in campionato e ho cominciato a farmi notare. Si sono accorti di me a Potenza dove l’anno successivo ho giocato in C2 segnando 11 reti e, durante una amichevole contro la Roma, alcuni osservatori hanno fatto il mio nome. A 19 anni sono passato in comproprietà alla Roma in serie A ma non sono stato molto fortunato, perché, un incidente in moto non mi ha fatto rendere al meglio. Subito dopo sono ripassato al Potenza e poi ho cominciato a girare per i campi di serie C passando per Crotone, Caltanissetta, Castel di Sangro, Marsala, Molfetta, Trani e infine Altamura in serie D. Ho chiuso la mia carriera a soli 34 anni a causa di problemi fisici che non mi permettevano di rendere al meglio in campo”.
Veniamo all’attualità, Mister, avete chiuso il campionato con 44 punti, frutto di 12 vittorie, 8 pareggi e 14 sconfitte. Niente male per una neopromossa nel massimo campionato dilettantistico, ci tracci il suo bilancio.
“Il bilancio è sicuramente molto positivo, premettendo che eravamo una matricola e che provenivamo da un campionato regionale lucano; tutti sanno quante difficoltà hanno a mantenere la categoria le squadre lucane che salgono in serie D. A inizio stagione abbiamo deciso con la società di riconfermare 14 giocatori dell’anno precedente e di attuare un mercato oculato che, senza svenarci, ci ha portato giocatori di grande valore tecnico ma soprattutto umano che insieme ai vecchi hanno formato una grande squadra”.
A livello personale, come ha vissuto questa esperienza?
“Personalmente è stata una splendida esperienza anche perché, oltre che dai miei ragazzi, ero sempre circondato dalla dirigenza e in primis dal presidente Digirolamo, che mi è stato sempre vicino in tutti i momenti della stagione. Sono molto contento del mio lavoro, penso che operare nella propria città è sempre molto difficile, sei sempre chiamato a dare il massimo, perché quando fai bene è tutto normale, ma nei momenti di difficoltà sei il primo colpevole. Per me questa è una bella rivincita perché tornavo ad Altamura dopo esperienze poco positive e per tutte queste motivazioni , oggi posso ritenermi più che soddisfatto” .
Durante l’intera stagione non avete mai corso grossi rischi e siete stati sempre abbastanza lontani dalle zone calde della classifica, pensa che senza tutte le vicissitudini accadute durante l’anno potevate ancora fare meglio?
“Abbiamo fatto un ottimo girone di andata, chiudendo al sesto posto in classifica con 27 punti, poi, nel girone di ritorno abbiamo cominciato ad avere qualche difficoltà dovuta anche ai problemi di carattere logistico che la squadra è stata costretta a subire. Come tutti sapete, a un certo punto della stagione abbiamo cominciato a giocare di sabato oppure di domenica dovevamo trovarci un campo dove giocare. Siamo passati da Altamura a Picerno, a Noicattaro, a Potenza poi ancora Altamura, è stato un girone di ritorno abbastanza travagliato”.
Quando tutto sembrava presagire addirittura un posto nei playoff, è arrivato qualche risultato negativo di troppo. Si è dato una spiegazione di questo calo?
“C’è da dire, che a salvezza ormai raggiunta a tante giornate dalla fine, ho notato anche un certo rilassamento nei miei giocatori che, complici anche i problemi ambientali menzionati prima, hanno mollato la presa; senza questi problemi penso che qualche punto in più potevamo farlo tranquillamente. Comunque sia, sono molto soddisfatto di quanto espresso in campo dalla mia squadra che mi ha seguito in ogni indicazione che le ho dato”.
A mente fredda, sono più i rimpianti o le note positive?
“Nessun vero rimpianto, forse potevamo chiudere la stagione con 50 punti ma mantenere la categoria al nostro primo anno e con tutte le difficoltà avute penso sia un ottimo risultato”.
Desantis, Gnisci, Di Maio, Aiello e tanti altri: un vero e proprio mix di esperienza e gioventù: è stato questo il vero segreto di questa squadra?
“In fase di mercato bisognava infoltire e migliorare la rosa senza strafare, soprattutto a livello economico. Nella scelta, è stata molto importante la componente umana più che quella tecnica ecco perché non bisogna neanche dimenticare Lupacchio, Falanca, Maurelli, Delle Foglie, gente che si è messa a disposizione di questo gruppo dal primo giorno e ha fatto da chioccia ai più giovani consigliandoli in tutto il loro percorso. Vorrei anche menzionare Digirolamo, altamurano verace che ha disputato un ottimo campionato e si è messo in evidenza in serie D avendo un cammino sempre in crescendo; nonostante sia un ragazzo che non vive di calcio, avendo una attività imprenditoriale molto importante, è stato sempre il primo ad arrivare agli allenamenti, si è sacrificato tanto anche perché essendo il figlio del presidente, doveva dimostrare di meritare il campo più degli altri. Non vorrei trascurare nessuno perché in questa stagione è prevalso il gruppo su tutto”.
Sappiamo che a lei non piace fare nomi ma noi la domanda la facciamo lo stesso. Chi l’ha più delusa e chi invece l’ha più sorpresa?
“Non mi piace mai parlare dei singoli perché io do importanza al gruppo, però se proprio devo fare dei nomi li faccio. Mi aspettavo qualcosa in più da Martimucci, ragazzo altamurano dalle spiccate doti tecniche che un po’ mi ha deluso. A sua parziale discolpa c’è da dire che era alla sua prima esperienza in questa categoria e penso che gli possa essere servito come bagaglio culturale per affermarsi nella prossima stagione. Tra quelli che mi hanno sorpreso maggiormente cito Desantis, il nostro capocannoniere e forse il giocatore piò dotato tecnicamente della rosa, ma, quello che mi ha impressionato più degli altri per capacità, impegno e serietà è stato Maurelli che è stato la vera anima di questa squadra. Il mio elogio, va comunque a tutto il gruppo per l’impegno profuso per tutta la stagione: senza l’impegno di tutti non ci sono singoli che possono emergere”.
Come abbiamo detto prima, tantissimi giovani che hanno ben figurato; un nome su tutti?
“Senza dubbio Errichiello, portiere arrivato in prestito dal Neapolis e che veniva da una stagione di inattività a causa di un infortunio. Ha avuto una crescita graduale ma continua fino ad affermarsi ad altissimi livelli tant’è che la sua squadra di origine l’ha già chiamato e il prossimo anno disputerà da protagonista il campionato in Lega pro. A lui va il mio grosso “in bocca al lupo” per la sua carriera”.
Può raccontarci un aneddoto che secondo lei rappresenta al meglio questa stagione e che nessuno conosce?
“Ce ne sarebbero tantissimi. I ragazzi molto spesso mi chiedono di sorridere di più perché con loro ho sempre un atteggiamento serioso e non lascio mai trasparire le mie emozioni e i miei sentimenti. Per questo motivo, più e più volte sono partiti dei veri e propri trenini che mi hanno strappato qualche sorriso nei loro confronti”.
Passando al futuro, vi siete già incontrati con la società per programmare la prossima stagione? Lei sarà ancora alla guida tecnica della squadra?
“La società, in questo momento, si sta adoperando per adempiere alle ultime pendenze rimaste in piedi e già questo è una cosa molto importante, il fatto che una società a fine maggio non abbia più debiti non è cosa da tutti. Per quanto riguarda il mio futuro, è una situazione che non ho ancora affrontato perché il futuro non è ancora chiaro. Non nascondo di essere stato già contattato indirettamente da altre società anche di categoria superiore; questo mi riempie di orgoglio ma ci tengo a precisare che se e solo se il presidente Digirolamo rimane alla guida di questa società, la mia priorità sarà la Fortis Murgia”.
Pensa che per il prossimo anno avrete stabilmente uno stadio dove poter giocare gli incontri casalinghi e se si, sarà il D’Angelo di Altamura?
“Spero vivamente che il prossimo anno non ci siano gli stessi problemi che si sono verificati quest’anno e spero tanto che la Fortis Murgia possa continuare il suo prestigioso progetto ad Altamura con a capo Digirolamo”.
Vuole ringraziare qualcuno in particolare?
“I miei ringraziamenti personali vanno a tutti, ma proprio tutti quelli che hanno reso possibile questa splendida stagione. Parto dal presidente Digirolamo, il suo Vice Patella, il preparatore atletico nonché mio secondo Luigi Romano, il preparatore dei portieri Gianni Masi, ai fisioterapisti D’Angelo e Scalera, il dottor Di Renzo, il magazziniere Michele Colonna e tutti i componenti della società senza escludere nessuno: senza il loro valido supporto non avremmo superato tutte le difficoltà incontrate. Voglio ringraziare di cuore anche tutti i ragazzi per l’impegno che hanno messo a mia disposizione per l’intero corso della stagione”.
Mister, adesso è arrivato il momento che anche lei riceva il nostro ringraziamento per la sua disponibilità e per il tempo che ci ha voluto dedicare.
“Grazie a voi, l’ho fatto con molto piacere, in onore dello sport”.
Il nostro ringraziamento a mister Squicciarini chiude di fatto il quarto capitolo della nostra rubrica “il punto”. Non ci resta che darvi appuntamento alla prossima settimana con la quinta puntata dedicata alla Libertas Altamura, locale formazione di basket che nell’ultima stagione ha disputato il campionato di serie D.

Leonardo Loporcaro

Impianti sportivi, tante parole, poche certezze

DibattitoDopo il dibattito di qualche settimana fa, si è tornati a parlare di impianti sportivi

Si è tenuto mercoledì scorso presso la sala consiliare del Comune di Altamura un incontro-dibattito organizzato da Sinistra, Ecologia e Libertà e, in particolare, dal consigliere regionale Michele Ventricelli. Tante le personalità intervenute, il presidente regionale del CONI, Elio Sannicandro, un rappresentante dell’Istituto di Credito Sportivo, Vincenzo Fucci, l’assessore alla Cultura e allo Sport del Comune di Altamura, Giovanni Saponaro, Maria Campese, Assessore Regionale allo Sport e Lello Rella, consigliere comunale SEL. Moderatore il giornalista sportivo Giuseppe Clemente.
Si è parlato di programmazione e gestione delle strutture sportive, di possibilità di accedere a finanziamenti agevolati da parte della pubblica amministrazione e delle società sportive, di quello che si può fare per migliorare la situazione, di quello che si farà per ritornare ad una condizione accettabile degli impianti sportivi cittadini, soprattutto dopo le note vicissitudini che negli ultimi mesi si sono succedute. Tante parole, quindi, argomenti anche interessanti, ma come sempre sono i fatti a mancare. Il dibattito, nelle intenzioni degli organizzatori, sarebbe dovuto servire soprattutto per proporre nuove idee per migliorare la situazione dell’impiantistica sportiva ad Altamura, ma di idee se ne sono sentite davvero poche, se si escludono alcune proposte, anche provocatorie, come quella di Gianni Moramarco, dirigente della Fortis Murgia che ha consegnato nelle mani dell’assessore, Giovanni Saponaro, un progetto per la trasformazione del D’Angelo in una cittadella dello Sport. Polemico anche il presidente della Murgia Sport Altamura, locale formazione di volley che milita nel campionato di B2, Lorenzo Ninivaggi che ha rimarcato ancora una volta le notevoli difficoltà affrontate dalla società da lui preceduta nel disputare il campionato in una struttura inadeguata. Meno polemici, gli interventi degli altri rappresentanti delle associazioni sportive, come Rocco Cornacchia, presidente del CSI (Centro Sportivo Italiano) ritornato nella città del pane dopo alcuni decenni, del professor Leonardo Denora, docente di educazione fisica e tecnico di calcio e Franco Palasciano, presidente dell’Atletic Club Altamura. Tutti gli interventi, comunque, hanno avuto un comune denominatore, il lamentare la mancanza di strutture adeguate, soprattutto per gli sport che qualcuno definisce “minori”. Non hanno potuto prendere la parola, per mancanza di tempo, i rappresentanti di altre associazioni sportive.
La chiusura del dibattito è stata affidata all’Assessore Regionale allo Sport, Maria Campese, che ha parlato dell’importanza dello sport nella vita quotidiana, ma soprattutto ha evidenziato un dato abbastanza inquietante: il 73% degli impianti sportivi pugliesi versa in uno stato di degrado. Ad Altamura, forse, siamo messi peggio.
Comunque, il dibattito è servito perlomeno a fare in modo che il problema dell’impiantistica sportiva non venga messo da parte e, inoltre, è arrivata la promessa da parte di Ventricelli di farsi promotore della creazione di una consulta delle associazioni sportive che deve, però, porsi come obiettivo quello di proporre all’Amministrazione pubblica idee concrete che possano migliorare la vita di quanti amano fare sport.

Domenico Olivieri

Pallamano Altamura, stagione 2010/11, il bicchiere è mezzo pieno

NicolaLoviglioPer la formazione altamurana una salvezza tranquilla, se pur tra alti e bassi

Calato il sipario sul campionato di serie A1 maschile, è tempo delle meritate vacanze per tutti i componenti della Pallamano Altamura. Quella conclusa appena una settimana fa è stata una stagione lunga e altalenante nella quale, ad una prima parte scoppiettante che ha visto la compagine altamurana addirittura tra le prime posizioni di classifica, è seguita una seconda parte dove gli infortuni e la sfortuna l’hanno fatta da padrone. Nonostante le tante difficoltà, i ragazzi allenati da mister Realmonte sono riusciti a mantenere senza problemi la prestigiosa categoria, tenendosi sempre a dovuta distanza dalle zone pericolose della classifica.
Con la nostra intervista, oggi proveremo a tracciare il bilancio stagionale della Pallamano Altamura e lo faremo insieme allo storico Direttore Sportivo biancorosso, Nicola Loviglio.
Direttore, partiamo dall’inizio. Come mai, al termine della scorsa stagione avete deciso di presentare domanda di ripescaggio in serie A1?
“Abbiamo fatto questa scelta perché ci siamo resi conto che se volevamo continuare il percorso di crescita che avevamo intrapreso già da qualche anno, era importante confrontarsi in campionato di livello superiore e che durasse più a lungo rispetto a quello di A2, contraddistinto dalla diminuzione costante del numero di squadre. Insomma eravamo consapevoli di avere una squadra che poteva giocarsela con tutte e quindi alla fine, abbiamo preso la decisione di presentare domanda di ripescaggio, domanda, tra l’altro, presentata da quasi tutte le squadre che avevano partecipato ai play-off come noi. È chiaro che era necessario fare qualche innesto nella squadra per poter competere a certi livelli e quindi abbiamo deciso di ingaggiare Grande, portiere argentino, anche se in un primo momento si era pensato ad un giocatore di movimento”.
Avendo, lei in prima persona, costruito questa squadra, quali erano gli obiettivi che vi eravate prefissati ad inizio stagione?
“Il nostro obiettivo è sempre stato quello di raggiungere la salvezza il prima possibile e di far crescere i nostri giovani. C’è un po’ di rammarico perché, soprattutto nella seconda parte di campionato avremmo potuto toglierci qualche soddisfazione in più”.
Come è invece andata la stagione? Provi a tracciare un suo personale bilancio.
“Possiamo dire di aver disputato una buona stagione. Abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati ad inizio stagione, con la salvezza che arrivata poco dopo il girone di ritorno. L’altro nostro obiettivo primario era quello di far crescere i numerosi giocato in squadra e penso che anche questo è stato raggiunto. Nel girone di ritorno i nostri under hanno avuto molti minuti a disposizione per mettersi in mostra e di questo siamo molto contenti”.
Tirando le somme, il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
“Sicuramente il bicchiere è mezzo pieno per tutti i motivi che ho spiegato pocanzi”.
Al giro di boa avevate conquistato 18 punti dei 24 finali, praticamente, nel girone di ritorno avete raccolto solo un terzo dei punti conquistati nel girone d’andata. Sa darci delle motivazioni a questo vistoso calo?
“Per quanto riguarda questo problema, io ho una mia teoria, magari mister Realmonte ne avrà un’altra. È fuori discussione che nella seconda parte del campionato siamo stati bersagliati dagli infortuni, ma è pur vero che se una squadra ha carattere, anche nelle difficoltà, trova il modo di reagire. È emblematica, a tal proposito, la prima partita del girone di ritorno a Marsala, quando abbiamo buttato via i tre punti. Secondo me cogliendo quella vittoria, avremmo potuto disputare un ritorno di ben altro spessore. Il motivo di tutto ciò è da ricercare, più in questioni tecniche, in questioni mentali: i ragazzi, a un certo punto della stagione, quanto la salvezza era ormai a portata di mano, si sono lasciati andare un po’, soprattutto colore che nella prima parte del campionato avevano giocato di meno e che, quindi, avevano qualcosa in più da dimostrare”.
Quale è il ricordo più bello e quale quello più brutto di questa stagione?
“I ricordi più belli sono legati a due partite casalinghe, la prima in assoluto con il Marsala, quando abbiamo esordita in A1 d’avanti al nostro pubblico e quella contro il Chieti che, in quella occasione, ci ha dato parecchio filo da torcere. Il ricordo meno bello è legato a un’altra partita in casa, contro l’Enna, quando, in vantaggio di parecchie lunghezze, abbiamo permesso ai nostri avversari di rientrare in partita e di portare a casa i tre punti. Solo una nostra reazione nei minuti finali ci ha permesso di recuperare e guadagnare la vittoria. Penso sia stata una delle più brutte partite giocate quest’anno”.
Passando alla rosa, se la sente di stilare la lista dei migliori e dei peggiori?
“Non mi va di fare nomi anche perché la maggior parte dei giocatori presenti in squadra li conosco da quando erano ragazzini e quindi non vorrei scontentare nessuno. Comunque, se proprio devo fare dei nomi, dico che i migliori sono stati Baldassarra e Maggiolini, ma solo nella prima parte del campionato perché nella seconda non riesco a trovare veramente nessuno che si sia elevato più degli altri. Una grande soddisfazione per noi, poi, è stata la convocazione di Maggiolini nella nazionale giovanile. Penso che con questo giocatore è stato fatto un ottimo lavoro, riportandolo ai fasti di un paio di anni fa. Dovete sapere che Maggiolini veniva etichettato come una delle promesse dell’handball italiano ma poi, negli ultimi due anni si è perso un po’ per strada, non riuscendo a confermare con i fatti quanto di buono si diceva di lui. Quest’anno, invece, ad Altamura, penso che abbia dimostrato il suo valore tanto da meritarsi la convocazione in nazionale. Siamo davvero orgogliosi di questo”.
Un roster imbottito di giovani di belle speranze, ci parli di qualcuno di loro.
Senza nulla togliere agli altri giovani, io metterei un gradino sopra gli altri Dimarno, un ragazzo del ’95 che ha dimostrato di ragionare con la testa di un veterano. Nelle ultime partite ha giocato con la grinta giusta, dimostrando di essere un giocatore vero. È chiaro che deve continuare a lavorare ma in lui vedo un buon potenziale. Inoltre c’è da dire che è stato anche convocato per un raduno della nazionale giovanile, ricevendo molti elogi. Dimarno, comunque, non è l’unico giovane di belle speranze: ci sono anche Loiduce e tragni e non dimentichiamoci che in squadra abbiamo Colamonaco, Pallotta e Luisi che sono ancora under ma giocano già da diversi anni in prima squadra”.
Sappiamo quanto sia difficile mantenere una squadra in queste categorie, come rispondono i cittadini altamurani al richiamo di questo sport?
“Non nascondo che è difficile far avvicinale la gente a questo sport. Magari si preferiscono altre discipline, ma vi posso assicurare che tutte le persone che in questi anni si sono avvicinate alla nostra disciplina, sono rimaste fedeli alla nostra squadra, sostenendola in ogni partita. Purtroppo devo dire che il nostro sport non è il calcio che ogni giorno ha la sua visibilità. Invece, di pallamano si parla soltanto nel giorno della partita e poi non si sente più nominare durante il resto della settimana. La formula dell’ultimo campionato, poi, non ci ha dato una mano in quanto troppo spezzettato: abbiamo perso un po’ di tifosi perché non sapevano che le ultime partite si sarebbe disputate a maggio inoltrato. In sostanza il campionato, in considerazione delle squadre che ne facevano parte, è durato un po’ troppo e ciò ha avuto anche dei risvolti a livello economico con almeno un paio di mesi in più di attività”.
Cosa bolle in pentola per la prossima stagione? Vi siete già incontrati in società per programmare il futuro? Mister Realmonte sarà ancora al timone della nave?
“L’unica cosa che posso assicurare in questo momento è che anche il prossimo anno saremo in A1. È nostra intenzione affrontare il campionato con soli giocatori altamurani, a meno ché non riusciamo a chiudere importanti contratti di sponsorizzazione. Poi, più avanti, potremo fare anche altre valutazioni ma al momento questa è l’unica certezza. Anche per quanto riguarda la posizione di mister Realmonte, adesso è veramente prematuro parlarne, sicuramente ne sapremo di più nella prossima settimana quando la dirigenza si incontrerà per iniziare a pianificare la prossima stagione. Insomma, vogliamo continuare a giocare in A1 anche se affrontare un campionato del genere è molto costoso, non solo perché aumenta il monte stipendi ma anche perché, per ogni partita, c’è da pagare alla federazione una tassa molto alta. A questo si aggiungiamo i costi per le trasferte che quest’anno ci hanno portato a giocare dalla Sicilia alla Toscana. Da questo punti di vista siamo molto più penalizzati rispetto al girone A (la Pallamano Altamura milita nel girone B, ndr) dove si affrontano trasferte molto più brevi. Per ovviare a questa situazione di squilibrio le squadre del girone A si erano impegnate a rimborsare i maggiori costi sostenuti dalle squadre del girone B, ma fino ad ora non abbiamo visto una euro. Non sarà facile trovare le risorse per disputare un altro campionato in A1, ma noi ce la metteremo tutta”.
Visto che rispetto ad altri sport la pallamano è erroneamente considerato uno sport minore, le lasciamo spazio libero per dire quello che le va o magari di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, prego.
Il fatto che la pallamano venga considerato un sport minore è solamente una prerogativa italiana, in quanto siamo bombardati ogni giorno dalla televisione che ci parla solo di calcio e, in misura minore di basket e volley. Negli altri paesi come Francia, Spagna e altri paese durante i notiziari sportivi, la pallamano ha un posto di riguarda. Ritengo che il problema è la mancanza della cultura sportiva, perché la pallamano non ha niente da invidiare agli altri sporti: è spettacolare e riesce a coinvolgere sia chi lo pratica che chi lo segue. Purtroppo, però, viene proposto a poche persone soprattutto per mancanza di strutture. A livello locale, invece, devo lamentare una sostanziale mancanza d’attenzione da parte delle istituzioni che continuano a considerare poco questo sport. Noi addirittura, seguendo l’esempio di altre squadre che abbiamo affrontato, avevamo chiesto al Comune di sponsorizzare le nostre maglie in modo da portare in giro per l’Italia il nome della nostra città. Non c’è stato niente da fare e anzi, nonostante siamo l’unica squadra altamurana a disputare un campionato nazionale, siamo stati presi nella giusta considerazione”.
I ringraziamenti di rito a fine stagione a chi vanno?
“Ovviamente i ringraziamenti vanno ai nostri giocatori, ai tecnici e ai dirigenti tutti. Permettetemi, però, di rivolgere un ringraziamento particolare a tutti i nostri sponsor senza i quali non avremmo potuto disputare questa stagione”.
Grazie mille per la collaborazione.
“È stato un piace”.
Anche questa intervista è giunta alla conclusione. Il nostro auspicio è che da oggi, grazie anche ad Altamurasport.it tutti gli spot possano aver pari dignità e considerazione. Noi faremo del nostro meglio, voi seguiteci sempre più numerosi. Arrivederci alla prossima settimana.

Leonardo Loporcaro

Saverio Mascolo: “Ringrazio tutti i miei collaboratori”

Saverio Mascolo in una foto di gruppo a CovercianoIl tecnico della Pellegrino Sport Altamura traccia il suo bilancio personale sul campionato appena concluso

Si è ufficialmente conclusa la Stagione Sportiva 2010/2011 della Pellegrino Sport Altamura che, impegnata nel massimo campionato regionale di calcio a 5 (serie C1), ha concluso il torneo posizionandosi al sesto posto in classifica sfiorando soltanto il sogno di disputare i play-off per la promozione in serie B. Play-off sfumati solo nelle ultime giornate di campionato dove la squadra è sembrata rilassata e forse troppo poco concentrata sul prestigioso obbiettivo.
Con 47 punti conquistati sul campo, frutto di 14 vittorie, 5 pareggi e 11 sconfitte, proviamo a tracciare un bilancio stagionale insieme al primo allenatore della squadra altamurana Saverio Mascolo.
Mister, cominciamo dallo scorso precampionato: lei è il primo allenatore di calcio a 5 altamurano ad aver conseguito il patentino di allenatore di 1^ categoria in quel di Coverciano. Ci parli di questa sua esperienza.
“È stata un’ esperienza significativa, sia per le persone che ho avuto modo di conoscere che per l’intensità e l’importanza delle conoscenze acquisite. Interloquire con docenti qualificati, confrontarsi con i propri colleghi hanno implementato il mio bagaglio “professionale”. Colini, Bellarte, Menichelli, Ulivieri, Riela sono il meglio del calcio a 5 nazionale ed internazionale”.
Passando al campo, a bocce ferme è più facile tracciare bilanci. Un suo giudizio su questa stagione appena conclusa.
“Il mio giudizio è positivo, non v’è dubbio. L’obiettivo che ci ponemmo ad inizio stagione fu quello di arrivare tra il 6° ed il 9° posto in modo da evitare il playout. Questo traguardo lo abbiamo raggiunto con sette giornate di anticipo, a quel punto, insieme alla società ed ai giocatori individuammo un secondo obiettivo, tentare di raggiungere i playoff. Non ci siamo riusciti ma ciò non toglie merito ai ragazzi che per 3/4 di campionato si sono distinti magnificamente”.
Più rimpianti o più note positive?
“Sicuramente più note positive e vi spiego perché. Pur essendo la rosa composta da diversi giocatori esperti, siamo stati carenti in alcuni ruoli e non perché il livello tecnico dei nostri pivot fosse modesto, ma perché abbiamo adattato calcettisti con caratteristiche differenti ad interpretare questo ruolo: Maiullari e Di Tommaso sono delle ali alle quali ho dovuto chiedere un importante sacrificio per colmare questa lacuna. Ho chiesto per buona parte del campionato a Caione di ricoprire il ruolo di centrale difensivo in attesa di poter disporre di Pometti. La squadra si è comportata molto bene in fase difensiva, ma ha fatto fatica ad andare in rete non disponendo di un giocatore in grado di saltare l’uomo nell’uno contro uno e di creare così la superiorità numerica. Nella sessione invernale del mercato, abbiamo provato a prendere un calcettista con queste caratteristiche ma non siamo stati fortunati nel trovarlo. D’altra parte, è noto che tanti atleti da noi contattati non hanno dato la loro disponibilità a venire ad Altamura a causa delle note difficoltà stradali che si devono percorrere nel raggiungere la nostra città, che, risulta un po’ “isolata” dal mondo fusa. Per spiegarmi meglio, è più facile che un giocatore di Bari si trasferisca a Modugno, Molfetta, Giovinazzo, Monopoli o Bisceglie, dove vi è una presenza nutrita di squadre partecipanti anche a campionati di categoria superiore piuttosto che venire da noi. C’è un unico vero rimpianto: nella nostra rosa c’è un giovanissimo di belle speranze che si stava disimpegnando bene tutte le volte che l’avevo chiamato in causa: Lucio Montemurno, nel momento della sua consacrazione ha subito un bruttissimo infortunio che lo ha escluso dal campionato. Il ragazzo è un bravo pivot, sa difendere palla e far salire la squadra come pochi, forse con lui avremmo potuto raggiungere la qualificazione ai playoff”.
Nelle ultime giornate di campionato avete letteralmente buttato alle ortiche la qualificazione ai play off promozione che sembrava ormai acquisita. Sa darsi una spiegazione di questo vistoso calo della squadra?
“Abbiamo pagato caro l’enorme sforzo fatto nel girone di andata ed all’inizio del girone di ritorno, poi è subentrata una certa rilassatezza dopo aver raggiunto la matematica certezza di mantenere la categoria”.
Parlando della rosa che ha avuto a disposizione quest’anno, quali i top e quali i flop stagionali?
“Qualcuno ha deluso, ma preferisco non fare nomi, anche se dal punto di vista dell’impegno non ho da rimproverargli nulla. Nella rosa ci sono giocatori dai mezzi fisici e tecnici apprezzabili, come Basile ad esempio, che, purtroppo non riescono ad esprimere al massimo tutte le loro potenzialità; con questo non voglio dire che ha deluso, ma era logico attendersi qualcosa di più da lui. Mi aspettavo da alcuni un maggior rendimento, anche perché a parte l’infortunio serio di Montemurno non abbiamo avuto problemi particolari. A tal proposito, consentitemi una nota di apprezzamento nei confronti del nostro preparatore atletico Prof. Franco Carlucci, è anche merito suo se la squadra ha retto dal punto di vista fisico”.
Qualche giovane da segnalare?
“Montemurno e Tancredi (laureatosi campione d’Italia con la rappresentativa Puglia di Pannareale,ndr) hanno qualità da accrescere. Su di loro si può puntare nell’immediato futuro”.
Per quanto riguarda il futuro, pensa di poter confermare la sua presenza alla guida della Pellegrino Sport anche nella prossima stagione e se si, crede che ci sia bisogno di migliorare qualcosa a livello tecnico e societario?
“È prematuro parlare del mio futuro, ho bisogno di scaricare le tossine accumulate in questa lunga e faticosa stagione sportiva. All’inizio di giugno verificheremo se vi sono i presupposti per poter continuare a lavorare insieme. Comunque la squadra andrebbe migliorata dal punto di vista tecnico in quei ruoli dove abbiamo sofferto oltremisura”.
Data la sua grande esperienza, vogliamo porgerle una domanda che forse in molti si fanno: visto il vasto bacino di utenza che riserva la nostra città e viste le tantissime persone appassionate e impegnate nel futsal, pensiamo che Altamura meriti una squadra in una categoria importante. È solo utopia o può diventare realtà?
“Mi spiace doverlo confermare ma Altamura non risponde positivamente ai richiami dello sport, vale ovviamente anche per il calcio a 5. Mancanza di passione o solo manie di protagonismo individuale da anteporre alla pianificazione di obiettivi ambiziosi? Propendo per la seconda ragione. Si fa fatica a fare sistema e non solo nello sport, Altamura ha intelligenze, economie , passioni e potenzialità tali da poter raggiungere risultati importanti. Non mi pare abbia nulla da invidiare a Bisceglie, Putignano o Modugno che, anche grazie a questo sport, hanno visibilità a livello nazionale ed internazionale”.
Le lasciamo spazio per i ringraziamenti di rito di fine stagione, prego.
“Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno partecipato ed affrontato con impegno quest’ultima stagione agonistica, partendo dal presidente Pellegrino, il Ds Maremonti, il mio vice Colonna, i dirigenti Poligneri e Balzano, il preparatore dei portieri Crisanti e per finire tutti i componenti della rosa che ho allenato con tanto orgoglio, un gruppo di uomini ancor prima di atleti che, attraverso i loro comportamenti, hanno reso più agevole il mio compito, uno spirito di gruppo ed una coesione che mai dimenticherò”.
Mister Mascolo, la ringraziamo per la sua gentilissima collaborazione e le auguriamo tutto il meglio auspicabile per la prossima stagione.
“Grazie a voi, è sempre un piacere”.
Anche questa seconda puntata de “Il punto…” si conclude. Rinnoviamo anche per questa volta, l’appuntamento alla prossima settimana per una nuova intervista sempre, e solo, su Altamurasport.it.

Leonardo Loporcaro

Impianti sportivi, qualcosa si muove

DibattitoCagnazziSono stati assegnati i lavori di ristrutturazione al “D’Angelo”, mentre per il “Cagnazzi” si apre un nuovo spiraglio per scongiurarne la chiusura.

Dopo i numerosi problemi che hanno interessato le strutture sportive altamurane come la probabile chiusura del campo sportivo “Cagnazzi”, il cedimento della struttura di sostegno di uno dei due canestri del palasport di Via Piccinni, le condizioni di abbandono in cui vera lo stadio “D’Angelo” e i problemi di infiltrazioni d’acqua e di riscaldamento del palasport di Via Manzoni, nelle ultime settimane sembra essersi mosso qualcosa affinché la situazione possa migliorare.
Prima di tutto è stato risistemato il canestro al palazzetto dello sport di Via Piccinni, anche in maniera abbastanza celere, viste le lungaggini della burocrazia e questo ha consentito alle società impegnate in quell’impianto sportivo di tornare alla normalità. A farne le spese era stata soprattutto la Pallamano Altamura che qualche settimane fa è stata costretta a disputare una partita casalinga a Fasano. Fortunatamente per l’ultima partita contro l’Alcamo la squadra altamurana è potuta tornare nella sua “casa” e risultati si sono visti con una vittoria che mancava da otto giornate. Poi, una decina di giorni fa, è stato pubblicato l’esito della gara d’appalto, commissionata sempre dal Comune di Altamura, per l’adeguamento a norma dello stadio “D’Angelo”. Ad aggiudicarsi i lavori, con procedura negoziata senza bando, è stata la Riv. Edil Costruzioni che dovrebbe iniziare la ristrutturazione durante la sosta estiva dei campionati. Infine, era prevista per ieri l’apertura delle offerte economiche relative alla gara d’appalto per la realizzazione delle nuove coperture ai Palazzetti di Via Manzoni e di Via Piccinni e a questo punto bisognerà attendere qualche giorno per conoscere il nume dalla ditta che si è aggiudicata l’appalto.
Inoltre, sembra, finalmente essersi aperto uno spiraglio per scongiurare la chiusura del campo sportivo “Cagnazzi”. Infatti, appena qualche giorno fa l’amministrazione comunale ha provveduto a risistemare la rampa d’accesso al campo, sita in Via Petrarca, che consente ai mezzi di soccorso di entrare nel campo di gioco e ha ridotto leggermente le dimensioni del campo di gioco, che comunque rientrano nei parametri federali, per guadagnare spazio dalle recinzioni. Infine, durante una nota trasmissione telefonica, l’assessore allo sport, Giovanni Saponaro, ha ribadito che le intenzioni dell’amministrazione altamurana è quella di mantenere aperto il glorioso campo da gioco, spazzando via le voci relative a progetti avveniristici e speculazioni. Resta, comunque, irrisolto il problema relativo agli spogliatoi, in condizioni fatiscenti, e a ulteriori recinzioni per evitare l’uscita dei palloni di gioco dal rettangolo di gioco. Si spera che i lavori, qualora siano confermati, terminino prima dell’inizio della nuova stagione agonistica.
Di tutte queste problematiche e di molto altro ancora se n’è parlato in un convegno convocato dalla “Fortis Murgia” che si è tenuto presso il Monastero del Soccorso, ad Altamura, dal titolo “Il CAGNAZZI: la fossa del … degrado analisi delle strutture sportive altamurane”.
Sono intervenuti l’ingegner Pietro Dipalo, dirigente della Fortis Murgia che ha illustrato ai presenti come le strutture sportive cittadini siano inadeguate in proporzione al numero dei cittadini, facendo rilevare che, stando a quanto dettato dall’ultimo piano regolatore, in città mancano circa 100 mila metri quadrati di superfice per raggiungere il giusto equilibrio.
La parola, poi, è passata all’avvocato Enzo Colonna, consigliere comunale del movimento “Aria Fresca”. Colonna ha fatto rilevare come il movimento di cui fa parte si è sempre battuto affinché l’amministrazione comunale risolvesse gli annosi problemi che attanagliano gli impianti sportivi cittadini. Inoltre, ha rilevato come negli ultimi tempi il Comuni si sia svegliato dal torpore, decidendo di intervenire approvando alcuni lavori che dovrebbe riportare alcuni impianti sportivi in uno stato perlomeno accettabile, non mancando, comunque, di polemizzare sulla mancanza di una normale attività di manutenzione degli impianti che ha fatto diventare quello che dovevano essere interventi ordinari in interventi impellenti, sollevando dubbi circa la possibilità che qualcuno dei piani alti possa aver avuto interesse a mantenere lo status quo in modo da favorire azioni speculative. Il consigliere Colonna ha infine auspicato che l’amministrazione comunale, prima dell’inizio della nuova stagione agonistica, possa stilare un regolamento per l’utilizzo dello stadio “D’Angelo” che, durante la stagione che sta per concludersi, è stato l’oggetto del contendere tra le varie società calcistiche altamurane.
Molto interessante l’intervento dell’avvocato Lorenzo Ninivaggi, dirigente della squadra di pallavolo Murgia Sport. Ninivaggi è andato immediatamente nel concreto e con un intervento durato pochi minuti ha mostrato ai presenti alcune foto che testimoniano le difficoltà che la sua società ha dovuto affrontare durante il campionato in corso nelle giornate di pioggia, con infiltrazioni dal soffitto del palazzetto dello sport di Via Manzoni che, in alcuni casi, hanno costretto gli ufficiali di gara a sospendere le partite. Lorenzo Ninivaggi ha, infine, fatto notare il mancato funzionamento del riscaldamento e la mancanza dell’acqua negli spogliatoi del palazzetto.
Dopo l’intervento di Ninivaggi, è stato il professor Leonardo Denora, docente presso il liceo “Cagnazzi” a prendere la parola. L’analisi di Denora si è soffermata soprattutto sul “Cagnazzi” che, oltre ad essere la struttura sportiva cittadina più antica, è utilizzata da un polo di istituti scolastici e la sua eventuale chiusura, oltre a causare enormi problemi alle varie società sportive, toglierebbe ad almeno tre mila studenti la possibilità di poter svolgere attività fisica. Il “Cagnazzi”, secondo Denora, è da sempre un centro di aggregazione sociale dove giovani e meno giovani si incontrano, sia per assistere alle numerose partite, sia per passare un po’ di tempo in compagnia. Per Denora, infine, ha fatto notare come in passato, senza la vittoria dei campionati da parte di alcune società altamurane, non ci sarebbero stati nemmeno quei pochi impianti sportivi che oggi ci sono e questo la dice lunga sull’attenzione generale per lo sport.
L’ultimo ad intervenire è stato l’assessore ai lavori pubblici, Nino Centonze che ha illustrato tutte i provvedimenti che l’amministrazione comunale di cui fa parte ha adottato e che vi abbiamo già ampiamente illustrato. L’assessore Centonze, in particolare, ha tenuto ha sottolineare quanto già affermato dal suo collega Giovanni Saponaro: il campo “Cagnazzi” non sarà chiuso e anzi è ferma intenzione dell’amministrazione ristrutturarlo in mondo da renderlo idoneo allo svolgimento delle attività agonistiche. Oltre agli interventi effettuati in questi giorni, sono in programma lavori di ristrutturazione agli spogliatoi e ai bagni, con una spesa che non dovrebbe superare i 100 mila euro e che, quindi consentirebbe al Comune di utilizzare per la gara d’appalto la stessa procedura che ha portato all’assegnazione dei lavori per lo stadio “D’Angelo”. Centonze ha poi aggiunto che, finalmente, anche il campo “Cagnazzi” sarà dotato di bagni pubblici, probabilmente quelli chimici. Infine, l’assessore ha confermato che il Comune ha deciso di chiedere l’accesso ai finanziamenti, inseriti nel Piano Operativo Nazionale, “Sicurezza per lo sviluppo”. Il comune ha individuato il campetto sportivo di Via Manzoni, angolo Via Treviso, quale destinatario degli eventuali finanziamenti che dovrebbero servire a trasformarlo in campo da calcio a 5 “outdoor”. Al Comune spetterebbe, come previsto dal bando, il finanziamento della manutenzione e della gestione dell’impianto per almeno cinque anni.
Tra i presenti in platea sono intervenuti il consigliere regionale Michele Ventricelli e l’avvocato Giovanni Moramarco, altro dirigente della Fortis Murgia che hanno detto la loro, senza tuttavia dire niente di nuovo.
Ovviamente, l’auspicio di tutti è che alle parole possano seguire i fatti anche perché l’impressione che ho avuto è che il congresso si è trasformato, ben presto, in un dibattito politico, neanche tanto accesso e all’insegna della cordialità, cosa abbastanza strana nel panorama politico cittadino. Speriamo che questo convegno non rimanga un evento isolato e che ne possano seguire altri. Noi che amiamo lo sport ci crediamo sempre, la nostra speranza è che anche chi ci governa, prima o poi lo faccia.

Domenico Olivieri

Team Apulia Altamura, il bilancio di una stagione

RagoneIl presidente della società di calcio a 5 ci parla della stagione appena conclusa e dei suoi progetti futuri

La stagione agonistica, almeno per quel che riguarda gli sport di squadra, sta volgendo ormai al termine. I primi campionati a essere terminati sono stati quelli di calcio a 5 che hanno visto impegnate alcune squadre altamurane tra le quali il Team Apulia del presidente Filippo Ragone che, dopo la brutta esperienza della stagione passata, conclusasi con il ritiro della squadra dal campionato di C1 lucana, è tornato alle origini allestendo una squadra che ha partecipato al campionato regionale pugliese di serie C2, inserita nel girone B.
Insieme a Filippo Ragone cercheremo di tracciare un bilancio di questa stagione appena conclusa con la società altamurana che ha posto le basi per poter proseguire nel suo progetto.
Presidente, un bilancio personale su questa stagione appena terminata.
“Che dire. Per quanto mi riguarda il bilancio è positivo: quando ho deciso di iscrivere la squadra al campionato di C2 mi ero proposto come obiettivo primario quello di costruire un gruppo di amici accomunati dalla passione per il futsal, amanti dello sport e che potessero fidelizzarsi alla nostra organizzazione in modo da diventare l’ossatura da cui partire per le stagioni future. Posso dire che l’obbiettivo è stato pienamente raggiunto perché in questo gruppo ho trovato alcuni elementi che hanno preso talmente a cuore le sorti del Team Apulia da dare la loro disponibilità ad entrare nello staff dirigenziale. Dal punto di vista sportivo non nascono che mi attendevo qualcosa in più. Purtroppo, abbiamo pagato un inizio di stagione abbastanza deludente in quanto non riuscivano a trovare la quadratura della squadra. Poi, soprattutto nella parte centrale del campionato, le cose sono migliorate e siamo riusciti a disputare delle belle partite, togliendoci qualche bella soddisfazione come la vittoria in casa del Capurso, in quel momento prima in classifica”.
Tra i giocatori ci sono state delle sorprese?
“Mi viene in mente, primo tra tutti, Mino Sardone che, dopo anni passati in ombra, ha disputato un ottimo campionato, rivitalizzato sia dal punto di vista tecnico che umano. Poi c’è Dalino Dileo che quest’anno si è avvicinato per la prima volta al calcio a 5, facendo intravedere buone doti tecniche e un potenziale in crescita”.
Chi, invece, ha confermato le aspettative?
“Indubbiamente Nicola Vitale. Era fermo da un paio di stagioni ma, nonostante ciò, in parecchie occasioni è riuscito ha caricarsi la squadra sulle spalle diventando il trascinatore della squadra”.
Passiamo alle note dolenti: che l’ha delusa di più?
“Nessuno in particolare perché, come ho detto prima, abbiamo costruito una squadra con il solo scopo di divertirci. Se devo fare dei nomi allora dico Caputo e Fanelli: da loro mi aspettavo qualcosina in più anche se, in parecchie circostanze, sono stata fondamentali per portare a casa un risultato positivo. La cosa che non mi è piaciuta, in generale, è stato l’eccesso di nervosismo che ci è costato tante squalifiche con conseguenti problemi per allestire la formazione. Questi, però, sono dettagli perché alla fine ci siamo divertiti anche quando abbiamo perso”.
Archiviata una stagione è già tempo di programmare la prossima. Che cosa bolle in pentola?
“Devo fare un premessa: i nostri obiettivi per la prossima stagione dipendono essenzialmente dal budget che avremo a disposizione e in questi tempi di magra trovare persone disposte a investire nello spot sono difficili da trovare. Comunque, il mio obiettivo è quello di disputare un campionato da protagonisti per portare in alto i colori della nostra città. Per fare questo c’è bisogno di un allenatore capace, inserire in squadra almeno 5/6 giocatori di buona caratura e avere a disposizione una dirigenze completa in ogni ruolo che, fortunatamente, penso di aver già trovato. Mi sto già muovendo in questa direzione e, come sempre, non escludo sorprese: d’altronde mi piace stupire la gente”.
Adesso passiamo ad alcune domante più generali. Secondo lei in che stato è lo sport?
“Non credo che lo sport altamurano attraversi un buon momento. Inoltre la gestione dello sport da parte dell’amministrazione comunale, viene portata avanti senza una linea guida e senza regole. Mi riferisco, soprattutto, all’utilizzo delle strutture pubbliche con disparità di trattamento da società a società. Noi quest’anno abbiamo avuto molte difficoltà con la programmazione degli allenamenti con orari che, spesso, non ci hanno permesso di preparare al meglio le partite. Spero, comunque, che l’amministrazione comunale si decida a stilare un regolamento per un utilizzo più equo degli impianti sportivi”.
A proposito di impianti sportivi: ha letto di tutti i problemi sorti durante le ultime settimana e, soprattutto, della probabile chiusura del campo sportivo “Cagnazzi”?
“Si ho letto e mi dispiace molto della situazione che si è venuta a creare. Anche io sono tra quelli che sono cresciuti in quel campo e verrei che, un giorno, anche mio figlio possa farlo. Però, allo stesso tempo, mi rendo conto che in questa città gli interessi economici hanno la precedenza su tutto: durante le campagne elettorali sentiamo spesso parlare di politiche giovanili ma alla fine di concreto non c’è niente. Credo che lo sport, ad oggi, sia il miglior strumento per promuovere le politiche giovanili perché l’attività sportiva puà distogliere i ragazzi da altre attività più pericolose. Noi come Team Apulia, nel nostro piccolo, ci crediamo tant’è vero che abbiamo disputato anche il campionato Juniores, riservato ai ragazzi sotto i 18 anni, e, anche se con scarsi risultati sul campo, siamo riusciti a coinvolgere almeno una ventina di ragazzi. Bisogna darsi una mossa”.
Presidente da queste parole intuiamo che sotto sotto c’è qualcos’altro oltre lo sport?
“Ebbene si. Nei miei progetti c’è anche quello di riunire gente che la pensa come me e, tutti insieme, far sentire la nostra voce per quel che riguarda tutte le problematiche relative alla vita sociale. Penso che tra i ragazzi della mia generazione, ci sia ancora parecchio sale in zucca e molta voglia di fare per cercare di mettere a frutto queste idee”.
Presidente, la ringraziamo per la sua disponibilità e le auguriamo di riuscire a realizzare i suoi progetti.
“Sono io a ringraziare voi per l’ottimo servizio che state facendo allo sport altamurano”.
Si conclude qui la nostra chiacchierata con Filippo Ragone, presidente e anima del Team Apulia di calcio a 5 che ritroveremo anche nella prossima stagione.
L’appuntamento è fra una settima: intervisteremo Saverio Mascolo, allenatore della Pellegrino Sport, altra formazione di calcio a 5.

Domenico Olivieri

Il campo “Cagnazzi” chiude i battenti?

PugliaSport-AcquavivaL’Amministrazione Comunale ha meno di 60 giorni per mettere a norma lo storico impianto sportivo

Il campo “Cagnazzi” chiude i battenti! Si proprio così! A quanto pare, qualche settimana fa l’Amministrazione Comunale ha ricevuto una comunicazione da parte della Federazione Italiana Gioco Calcio seconda la quale se, in un breve lasso di tempo, presumibilmente entro la fine di maggio, non saranno effettuati lavori di risanamento per renderlo agibile e sicuro, lo storico campo da gioco, situato in Viale Martiri e al quale tutti siamo un po’ affezionati, è destinato a chiudere i battenti.
I problemi che affliggono lo storico impianto sportivo cittadino sono noti da anni: recinzioni troppo vicine alle linee laterali e quindi pericolose per l’incolumità degli atleti, terreno di gioco che in caso di pioggia diventa un pantano e, soprattutto, una carenza, che non passa inosservata neanche al più distratto degli spettatori, dei servizi quali bagni, docce e spogliatoi. Si va avanti così da tanti anni con deroghe rinnovate di anno in anno che non hanno fatto altro che rinviare il momento in cui affrontare il problema. A quanto pare si è giunti al punto di non ritorno e, a farne le spese sono soprattutto le tante associazioni sportive dilettantistiche, molte delle quali operanti nel settore giovanile, che, da un giorno all’altro si vedranno privare dell’unico impianto sportivo cittadino in grado di poterle ospitare considerando anche tutti i problemi relativi all’altro impianto cittadino, lo stadio “D’Angelo” il cui uso, a causa del manto in erba naturale, deve essere centellinato.
Per non parlare poi di tutti gli abituali frequentatori del “Cagnazzi”, soprattutto gente abbastanza avanti con l’età e legata ai ricordi di un glorioso passato in cui lo storico campo sportivo è stato teatro di alcune delle più amate società calcistiche cittadine, l’Edilsport, oggi US Altamura, la Fortitudo di Ciccio Fiore, l’Avanti di Giuseppe Clemente, il CS Altamura, per tutti “Barbone” di Angelo Colonna e la prima Polisportiva Puglia Sport di Nicola Genco. Oggi i nomi sono quelli della Puglia Sport Altamura, dell’Agon Club, della Pellegrino Sport, del Country Spot e del Boy Club, Real Altamura e Fortis Murgia, se ci limitiamo al solo settore giovanile, CS Altamura, Ultrattivi, Puglia Sport se ci allarghiamo anche ai campionati provinciali (3^ Categoria) e regionali (1^ e 2^ Categoria). Come potete ben comprendere, stiamo parlano di un numero notevole di utenti che dovrebbero trovare un’altra sistemazione per poter praticare il loro sport preferito.
Come è facile intuire le società dilettantistiche di casa al “Cagnazzi” sono sul piede di guerra e annunciano battaglia affinché venga trovata una soluzione al problema. Non mancano le proposte per fare in modo che il “Cagnazzi” continui a vivere: si parla di progetti che prevedono il rifacimento del terreno di gioco in erba sintetica, tribuna con spogliatoi e palestre sottostanti che potrebbe essere utilizzata dalle quattro scuole limitrofe al campo, oppure di un progetto polifunzionale a più livelli con parcheggio interrato e impianti sportivi polifunzionali a livello terra. Non dello stesso parere appare l’Amministrazione Comunale che, stando a quanto lamentato da alcuni rappresentanti delle società sportive, sembra avere colto la palla al balzo per potersi “sbarazzare” una volta per tutte della problematica del “Cagnazzi”.
Interpellato l’Assessore allo Sport e alla Cultura, Giovanni Saponaro, ha rilasciato queste dichiarazioni: «L’Amministrazione Comunale di Altamura ha preso in seria considerazione le problematiche derivanti da un’eventuale chiusura del campo sportivo “Cagnazzi”. Le strade da percorrere sono sostanzialmente due: ristrutturare il campo, decisione sulla quale si stanno effettuando le opportune valutazioni tecniche ed economie, decisione, comunque, subordinata all’approvazione del bilancio, o, in alternativa, individuare delle strutture alternative che possano accogliere le tante società sportive che fino ad oggi hanno utilizzato il “Cagnazzi”».
Anche su questa seconda ipotesi , le società interessate hanno sollevato alcune perplessità in quanto secondo loro le intenzioni dell’Amministrazione comunale sono quelle di affidare eventuali strutture alternative a dei gestori privati che potranno stabilire a loro piacimento i prezzi e chi potrà utilizzarle.
Insomma le associazioni sportive dilettantistiche chiedono, con forza, che l’Amministrazione Comunale, prenda l’unica decisione possibile: ristrutturare il “Cagnazzi”, magari accedendo al credito sportivo e non trasformarlo, come qualcuno vorrebbe, in un parcheggio con annesso un centro commerciale.
La situazione del “Cagnazzi” è solo la punta di un iceberg: mi riferisco al generale degrado in cui versano tutte le strutture sportive cittadine. Lo stadio “D’Angelo”, infatti, non sta tanto meglio con problemi riguardanti i bagni, la tribuna stessa, i vecchi spogliatoi e la pista d’atletica, abbandonata al suo distino e diventata un campo di erbacce(ne sanno qualcosa le associazioni sportive di atletica che lamentano, da anni, la mancanza di una pista in cui poter far allenare i tanti ragazzi che negli ultimi anni hanno portato in alto i colori della nostra città). C’è, infine, il palazzetto dello sport di Via Manzoni con problemi di infiltrazioni di acqua dal tetto in caso di pioggia, riscaldamento che non funziona e servizi igienici ridotti in malo modo (gli spettatori che vogliono andare in bagno devono essere muniti di torcia elettrica). A riguardo di quest’ultima struttura, com’è risaputo, c’è una delibera del Comune di Altamura, la n. 1302, con la quale, in data 29.09.2009 è stato stanziato l’importo di € € 1.730.738,52 per effettuare lavori di manutenzione straordinaria (rifacimento della copertura) tanto del palazzetto in questione quanto quello sito in Via Piccinni, in completo decadimento. Infine, è notizia di questi giorni la chiusura del nuovo Palazzetto di Via Piccinni a causa del cedimento della struttura di sostegno di uno dei due canestri, chiusura che ha provocato notevoli disagi alle società sportive impegnate durante lo scorso fine settimana, costrette a traslocare in altri impianti.
Queste le dichiarazioni rilasciate dall’Assessore ai Lavori Pubblici, Nino Centonze, a proposito delle varie problematiche inerenti agli impianti sportivi altamurani: «Per quanto riguarda il campo “Cagnazzi”, come già accennato da Saponaro, stiamo valutando l’opportunità di mettere in sicurezza il campo. Le priorità dettate dalla Federazione Italiana Gioco Calcio sono due: spostamento della recinzione in modo da aver più spazio per il campo di destinazione (lo spazio oltre le linee laterali) e sistemazione degli spogliatoi. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, stiamo pensando a soluzioni che prevedono l’utilizzo di prefabbricati. Abbiamo stimato un costo di circa 200 mila euro per il quale, ovviamente, bisogna trovare la copertura economica. L’alternativa è quella di dirottare tutte le attività che attualmente si svolgono al “Cagnazzi” sul centro sportivo “Delfinello”, nei pressi della caserma del 31° reggimento Carri, attualmente gestito dall’ASD Avanti. Nel caso si concretizzasse questa ipotesi abbiamo giù previsto l’utilizzo di mezzi pubblici che possano consentire il raggiungimento della struttura da parte degli utenti. È, comunque, nostra volontà fare tutto il possibile per mantenere aperto il “Cagnazzi». Più concreta, invece, la questione riguardante il PalaBaldassarra e il vecchio palazzetto di via Piccinni: «Per quanto riguarda i lavori di rifacimento della copertura dei palazzetti in questione – aggiunge l’assessore Centonzeentro il 20 aprile conosceremo l’impresa che si è aggiudicata i lavori che partiranno entro il mese di maggio e saranno completati in tempo, prima dell’inizio della nuova stagione agonistica». In via di risoluzione, sembra, infine il problema legato alla temporanea chiusura del nuovo palazzetto di Via Piccinni: «Le strutture che sostengono i canestri sono state montate dalla “Radar” di Trento che abbiamo prontamente contattato. La ditta ci ha assicurato che, presto, saranno mandati dei tecnici, qui ad Altamura, per risistemare la struttura. Penso che la certezza ci arriverà in serata e, comunque, posso assicurare che faremo di tutto per risolvere il problema entro sabato, in modo che le attività sportive programmate possano svolgersi nella loro sede designata».
Speriamo che alle parole possano seguire i fatti.
Morale della favola. Ancora una volta, a farne le spese, sono solo i cittadini, soprattutto quelli che credono allo sport come mezzo di aggregazione e, in alcuni casi, di riscatto sociale. Una città come la nostra merita ben altro, speriamo che chi di dovere riesca a capirlo.

Domenico Olivieri