Libertas Basket Altamura, una società ambiziosa

LogoLibertasA parlarcene è Donato Colonna, dirigente della formazione militante in serie D

Dopo la pausa della settimana scorsa, torna il nostro appuntamento settimanale con l’analisi della stagione delle varie società sportive altamurane. La volta scorsa abbiamo parlato della Fortis Murgia con una lunga intervista a mister Squicciarini. Quest’oggi, invece, analizzeremo il campionato della Libertas Basket Altamura che, dopo un’ottima stagione, al suo primo anno nel campionato regionale di serie D, è riuscita a conquistare una salvezza tranquilla, sfiorando, addirittura l’accesso ai play-off, sogno svanito soltanto nell’ultima parte del campionato. Ci aiuterà, in questa analisi, uno dei dirigenti della squadra altamurana, Donato Colonna, che, in più di una circostanza si è cimentato nel ruolo di addetto stampa, raccontando le gesta dei “suoi” ragazzi.
Sig. Colonna, nonostante la maggior parte di voi dirigenti avesse delle esperienze alle spalle, la Libertas Basket Altamura, come società, è una matricola. Ci può riassumere, in breve, come si è arrivati fino qua?
“Personalmente non ho mai avuto esperienze nel basket né da giocatore né da dirigente, ma mi sono affiancato a questo gruppo di persone che, come me, amano lo sport con molto entusiasmo e ho abbracciato il loro progetto. Tra di noi la persona con più esperienza è il presidente Sandro Biandolino che in passato ha ricoperto lo stesso ruolo per l’Olympia Basket Altamura, squadra che fino allo scorso anno ha militato nel campionato di serie D. A Luglio dell’anno scorso, poi, è nata la Libertas Basket Altamura grazie alla passione di un gruppo di dirigenti e appassionati di pallacanestro, con l’obiettivo di creare una società sportiva solida che potesse dare visibilità ai giovani che vogliono divertirsi facendo sport. Oltre a questo, cerchiamo di far crescere questo sport nella nostra città, considerato da molti uno sport minore rispetto al calcio e alla pallavolo, molto più seguiti. Devo aggiungere che siamo molto soddisfatti del lavoro ad oggi svolto, in quanto anche grazie all’ausilio dei mezzi di comunicazione, un esempio è il nostro sito, siamo riusciti a portare al palazzetto un bel po’ di gente. Speriamo di continuare in questa direzione”.
L’obiettivo stagionale era, senza dubbio, la salvezza che è giunta con notevole anticipo. Si può ritenere, dunque, soddisfatto?
“Il bilancio finale è estremamente positivo. Sin dai primi allenamenti la società e allenatore erano concordi nel dover affrontare la stagione con i piedi per terra e raggiungere quanto prima possibile la salvezza, in modo tale da far crescere i nostri giovani. Anche quest’ultimo obiettivo è stato raggiunto, in quanto i nostri ragazzi, durante l’arco di tutta la stagione, hanno avuto a disposizione diversi minuti per poter far esperienza e mettersi in mostra”.
Analizzando nel dettaglio la stagione appena terminata, per quasi tutto il girone di andata vi siete imposti come una delle sorprese del campionato, mantenendovi costantemente in zona play-off. Poi il “giocattolo” si è rotto. Come mai?
“La prima parte del campionato è cominciata ben oltre le nostre più rosee aspettative. Siamo partiti subito forte e abbiamo inanellato quattro vittorie di fila e in tutto il girone di andata abbiamo racimolato ben 18 punti, che sono valsi il 5° posto. Durante l’arco della stagione abbiamo vinto con squadre del calibro di Fulgor Molfetta e Apricena, che hanno disputato i play-off e abbiamo tenuto testa a compagini quali il Lucera, vincitrice del campionato, e il Terlizzi, ora in finale play-off. Però nel momento cruciale della stagione, probabilmente è venuto meno l’ossigeno e la stanchezza si è fatta sentire, evidentemente la prima parte di campionato avrà spossato gli atleti. Ricordiamo, anche, che verso la fine del campionato non abbiamo potuto allenarci per circa venti giorni per un problema tecnico al palazzetto. La squadra, probabilmente, è stata anche poco umile in questo frangente e pensando che il raggiungimento dei play-off fosse una cosa fatta non ha dato il massimo. Queste però sono conclusioni che si fanno a posteriori, infatti, durante quel periodo la stessa società credeva nel miracolo e, non a caso, a gennaio ci siamo mossi sul mercato acquistando Romito e Bevilacqua per rinforzare la squadra. Per concludere non parlerei di giocattolo rotto, perché il giocattolo salvezza ha funzionato, ma parlerei più di circostanze che non abbiamo saputo governare. Questo serva anche a noi come insegnamento per il futuro”.
Il momento più alto della stagione e quello più basso?
“Parto subito dal ricordo negativo: la trasferta di Bari contro la Don Bosco, nostra rivale per il 5° posto. In quella circostanza abbiamo capito che la corsa per i play-off era un discorso quasi chiuso. La squadra ha sentito la pressione del momento e non ha girato al meglio, dopo che per due tempi avevamo condotto noi. A dir il vero, potrei citare anche la trasferta di Bisceglie, dove abbiamo perso contro una squadra nettamente inferiore. Per quanto riguarda il momento più bello potrei citare diversi aneddoti. Personalmente ho un bel ricordo della sfida d’andata contro il Fulgor Molfetta. In quella partita i ragazzi hanno giocato una partita grintosa e di sacrificio e alla fine hanno portato a casa una bella vittoria. Ma riecheggiano ancora nelle mie orecchie le urla di gioia di capitan Indrio quando veniva annullata una azione d’attacco avversaria, quasi come se avesse fatto un canestro”.
Parlando dei singoli, chi, secondo lei, è stato il migliore in squadra? C’è qualcuno che non ha soddisfatto a pieno le vostre aspettative?
“Sembrerebbe banale, ma la forza della nostra squadra è stata sicuramente il gruppo. Infatti, quando uno dei nostri atleti viveva un momento di appannamento qualcun’altro dava il massimo affinché il problema non pesasse sulla squadra. Se proprio devo fare nomi, allora, dico Maselli e Manicone, il primo perché è stato il top-scorer della squadra, il secondo perché non ci aspettavamo assolutamente che il ragazzo, 16 anni appena, si integrasse immediatamente in squadra e divenisse subito titolare. Questo non toglie che anche loro non abbiano vissuto i loro periodi no. Aggiungo che mi è piaciuta molto la prestazione di Bevilacqua nell’ultima parte di stagione: non avendo fatto la preparazione, ha iniziato a rodare tardi, ma quando lo ha fatto ha dimostrato che con la palla ci sa fare. Permettimi di dire che flop non ce ne sono stati. Ciò che non ci ha soddisfatto a pieno sono stati i cali di concentrazione di tutti. Infatti molte sconfitte sono derivate da questi black-out che non è bello vedere neanche in serie D”.
Un giudizio su coach Laterza. Anche se a volte può sembrare scontroso, ha fatto un gran lavoro, soprattutto con in giovani, facendone esordire parecchi in prima squadra.
“Hai detto benissimo: ha fatto un grande lavoro e non solo con i giovani. La società è voluta partire proprio da lui, dandogli carta bianca su tutto ciò che riguardava il settore tecnico. Con lui da agosto abbiamo cominciato a costruire questa squadra, un’intensa collaborazione e lavoro che ha dato i frutti sperati. Dobbiamo ringraziarlo anche per i tanti consigli che ci ha dispensato sotto il punto di vista logistico. Smentisco il fatto che lui sia scontroso, ne è la testimonianza l’affiatamento che si è creato tra i componenti del gruppo. Questo atteggiamento, che definisci scontroso, è semplicemente un segnale per i giocatori affinché potessero dare sempre più, sia dopo una sconfitta che dopo una vittoria. Per quanto riguarda il lavoro con i giovani, credo che lui sia uno dei migliori sulla piazza ad Altamura, ne è prova il suo curriculum. Sono stato favorevolmente soddisfatto di come abbia inserito Barozzi, Manicone, Picerno e Fiore in prima squadra, ragazzi che rappresentano il futuro di questa società”.
A proposito di giovani, la serie D è la vostra vetrina ma sappiamo che investite molto sul settore giovanile che in questa stagione vi ha regalato delle belle soddisfazioni? Un bilancio sui campionati giovanili?
“Il bilancio per quanto riguarda questo settore è più che positivo. I ragazzi dell’under 17, quest’anno, hanno portano a casa ben due titoli, un terzo posto al “I Memorial Lello Petruzzelli”, dove oltre a noi hanno partecipato la compagine di Mesagne, di Santeramo e una rappresentativa Jugoslava, mentre a livello provinciale abbiamo vinto la Coppa Primavera contro il Terlizzi. Durante tutto l’anno si sono messi in evidenza oltre ai già citati Manicone, Barozzi, Picerno e Fiore anche Tamborra, Dichio e tanti altri. Il nostro auspicio è che l’hanno prossimo si impegnino ancora di più in fase di allenamento e creino problemi al coach in fase di scelta dei dieci da convocare per le partite perché la maglia da titolare va meritata soprattutto in allenamento. Questo vale sia per la prima squadra che per gli under. Ciò sarebbe il segnale che il settore giovanile altamurano funziona bene”.
Nonostante la stagione sia terminata da poco, avete già iniziato a pensare al futuro? Quali obiettivi vi siete posti per la prossima stagione? Il vostro è un progetto a lungo termine?
“Premetto che non appena la stagione è finita abbiamo presentato la domanda di ripescaggio. Avremo la risposta quando termineranno le ultime gare dei play-off di questa annata. Solo allora ci muoveremo seriamente per allestire la rosa. Affrontare un eventuale campionato di serie C2 non è una cosa semplice: bisogna avere una buona base economica, ma anche un organico all’altezza. Quindi quando avremo il responso faremo le dovute scelte. Certamente partiremo sempre dai nostri giovani e manterremo i contatti con chi ha già preso parte a questo progetto. Nonostante questo ci siamo mossi nel contattare alcuni atleti altamurani, quali Vito Debartolo e Danilo Ferrulli, che quest’anno hanno disputato la serie C1 con il Trinitapoli e Andrea Fui, che ha militato in B2 nel Cus Bari. Attenderemo le loro decisioni e speriamo che altri altamurani possano prendano parte a un progetto che vuole portare in alto il basket ad Altamura. Aggiungo che ci stiamo muovendo nel contattare un secondo allenatore da affiancare a coach Laterza che possa essergli di supporto in fase di allenamento e durante le gare. Il nostro progetto, comunque, prevede di arrivare il prima possibile in C2 per poter, così, farci le ossa in un campionato di più alto livello e poi, da l,ì ricominciare a programmare il futuro”.
Adesso una domanda che abbiamo fatto a tutti i nostri precedenti ospiti: secondo lei in che stato è lo sport altamurano? Voi, in particolare, quali difficoltà avete dovuto affrontare durante la stagione?
“Parlo prima di tutto da ragazzo che ama lo sport e penso che lo sport altamurano non attraversi un buon momento. Basti pensare che una città come Altamura non ha nessuna società sportiva in una competizione di alto livello, fatta eccezione per la pallamano. Probabilmente è un problema dovuto alle tante società sportive presenti sul nostro territorio, pensate che ad Altamura ci sono ben tre società di basket che militano in categorie inferiori alla serie C2. Così facendo la passione, le potenzialità e, perché no, anche le risorse economiche vengono sprecate probabilmente da individualismi o per tornaconti personali. Ciò non permette allo sport altamurano di crescere. Ma c’è anche da dire che l’amministrazione non ci da una mano e, nonostante i tanti introiti che derivano dalla gestione dei palazzetti, questa è deficitaria. Infatti, abbiamo avuto una multa per il problema del tabellone che indica i 24 secondi, un’attrezzatura che ha pochi anni di vita ma che non funziona da tempo. Nonostante le diverse sollecitazioni fatte all’amministrazione ci è stato sempre inviato un tecnico non all’altezza. Per non parlare del problema al canestro che ci ha costretto, non solo a non allenarci per venti giorni nel bel pieno della stagione ma, anche, a giocare al palazzetto in via Manzoni dove non era in funzione l’impianto di riscaldamento dell’acqua, problema che ci poteva costare un’altra multa. Questo denota, non una lentezza nell’affidamento dei lavori di manutenzione, ma una cattiva gestione delle strutture sportive. Concludo ricordando che lo sport, nella nostra città, è forse l’unico modo per promuovere le politiche giovanili e far sentire i ragazzi parte della città, quindi bisogna puntare su di esso. E mi auguro che l’amministrazione si sensibilizzi su questo tema.
La nostra chiacchierata volge al termine. Hai dei ringraziamenti particolari da fare?
“I miei ringraziamenti vanno a tutti coloro che hanno e stanno credendo in questo progetto, si va dagli altri dirigenti che mi ha permesso di integrarmi nel gruppo, all’emittente televisiva Canale 2 che ci permette di mandare in differita le partite, a te Domenico che quest’anno hai fatto un’ottima esperienza come telecronista accanto al nostro amico Mininni, alla redazione di Altamuralife e a voi di Altamurasport che cercate di dar voce allo sport altamurano. Un particolare saluto va ai nostri sponsor, che hanno il ruolo fondamentale di garantire che questa società vada avanti e ci permettono di far sognare i nostri giovani atleti. Infine, ma non ultimi, i nostri sostenitori e tutti coloro che anche per qualche minuto si sono affacciati dagli spalti del palazzetto per vedere qualche scampolo di partita. Al loro va un sentito grazie e un arrivederci alla prossima stagione”.
Dandoci appuntamento alla prossima stagione, la ringraziamo per la sua disponibilità.
“Grazie a voi. È un piacere”.
Si conclude, così, questa quinta puntata della nostra rubrica settimanale “Il punto…” con la quale speriamo di far conoscere a tutti gli appassionati altamurani le numerose realtà sportive cittadine, anche non calcistiche, ma che meritano pari attenzione per l’impegno e la passione che ci mettono nell’affrontare i vari campionati, scontrandosi, molto spesso, con problemi che vanno oltre l’ambito prettamente agonistico.
Arrivederci alla prossima settimana.

Domenico Olivieri

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