Stadio D’Angelo, l’amministrazione comunale fa marcia indietro


D'AngeloÈ successo dopo la denuncia di “Aria Fresca”. Rimangono, però, ancora alcuni nodi da sciogliere

Continua il botta e risposta tra il movimento cittadino “Aria Fresca” e l’amministrazione comunale. Oggetto del contendere, ancora una volta, i lavori di manutenzione dello stadio “D’Angelo”.
Le prime schermaglie risalgono alla scorsa estate quando il movimento cittadino denunciò lo stato di degrado della più importante struttura sportiva cittadina. Qualche settimana dopo l’amministrazione comunale chiudeva la gara d’appalto per i lavori di manutenzione con la promessa che gli stessi sarebbero terminati prima dell’inizio dell’attività agonistica, scadenza, poi, non rispettata e prontamente denunciata da “Aria Fresca”. Infine, qualche settimana fa, quando sembrava che i lavori fossero terminati, ecco l’ennesimo rinvio a causa della necessità, “improvvisa”, di costruire un campo di calcetto adiacente allo stadio, variante affidata, senza gara d’appalto, alla stessa ditta assegnataria dei lavori di ristrutturazione, per un importo di quasi 100 mila euro. Anche questa volta , la denuncia del movimento capeggiato da Enzo Colonna, tramite un comunicato molto dettagliato, non è tardata ad arrivare e, per questo, l’amministrazione comunale, ha deciso di revocare l’assegnazione di parte dei lavori extra, senza, tuttavia sciogliere alcuni dubbi.
“Qualche giorno fa” – così inizia il nuovo comunicato – “avevamo segnalato l’ennesimo scaldalo alla luce del sole avente per protagonista il sindaco Stacca e la sua squadra di governo: lo stravolgimento di tutte le norme per assegnare, senza gara d’appalto, lavori aggiuntivi di ristrutturazione dello stadio “D’Angelo” ad una specifica azienda di costruzioni. Un “regalino” da 100 mila euro tondi senza alcuna gara, in barba alla trasparenza e alla concorrenza tra imprese del territorio”.
“Letta la nostra circostanziata ricostruzione dell’accaduto,” – recita sempre il comunicato – “con specifici rimandi alle norme di legge letteralmente capovolte da lor signori, e l’anticipazione che, in assenza di una rapida revoca del provvedimento, avremmo denunciato, come per altri precedenti appalti, l’accaduto alle autorità di controllo, l’amministrazione comunale si è precipitata a ritirare parte del provvedimento incriminato.”
Ad Aria Fresca, però, non sono andati giù alcuni particolari: “Passi per la determinazione dirigenziale con cui alla ditta già incaricata dell’intervento iniziale di ristrutturazione sono stati assegnati, per l’importo di 9 mila euro, i lavori di abbattimento e ricostruzione di parte del muro di cinta lato gradinata, improvvisamente scoperto pericolante, ma proprio non si può procedere con un esborso ulteriore, senza gara di appalto, per quanto riguarda la realizzazione di un campo di calcetto nel perimetro dell’impianto. Il sindaco e i suoi ci tengono a sottolineare in delibera che hanno fatto i compiti a casa, ma ci inquieta che a rilevare certe evidenti sconcezze amministrative dobbiamo essere sempre noi e non le persone preposte come dirigenti e segretario comunale, anche se sappiamo che si tratta di persone scelte dal sindaco e legate a lui da un rapporto fiduciario. Poiché i signori al potere cittadino fanno finta di non capire, alla ditta assegnataria dell’appalto di ristrutturazione viene però confermato l’affidamento senza gara di lavori extra riguardanti “opere pertinenti al risanamento dei rivestimenti della tribuna ospite e al completamento degli spogliatoi atleti e dei locali adibiti a servizi per il pubblico locale e per quello ospite”. Ben strano, visto che agli stessi lavori si faceva riferimento nell’appalto principale assegnato in primavera per ben 191.355,84 euro”.
Perplessità anche per quel che concerne l’aspetto puramente sportivo: “Gli stessi amministratori insistono infine su un aspetto che è comico: il campo di calcetto in erba sintetica per gli allenamenti delle formazioni di calcio andrà comunque realizzato, seguendo le apposite procedure di legge. Nonostante gli specifici trascorsi sportivi di alcuni assessori in giunta, qualcuno lo spiega a Stacca e alla sua squadra che un campetto di calcetto non serve a niente per le finalità agonistiche di squadre di calcio? Il primo misura 42×25 metri e ci si gioca in 10, il secondo 110×70 e ci si gioca in 22. Semplice da capire, vero? Ma in giunta non arrivano ad afferrare il banale concetto. Consigliamo loro di chiedere in giro se non si fidano di noi”.
“L’esito finale di tali pasticci con i soldi pubblici” – conclude il comunicato – “è che lo stadio sarà nella sua interezza nuovamente disponibile al pubblico solo nel 2012, in data tutta da stabilire. Vengono così clamorosamente bucate le previsioni di fine lavori più volte sbandierate dagli amministratori comunali con tanto di entusiastici comunicati stampa. Non solo: con procedure irregolari o al limite della legge, fanno fuori quasi tutti i risparmi di spesa determinati dal ribasso dell’originaria gara di appalto. È proprio il caso di dirlo: a che gioco stanno giocando nell’amministrazione comunale? Assomiglia tanto a un “monòpoli” con utilizzo di soldi pubblici per puri interessi personali e a danno dei cittadini. Un “giochino” che continueremo a denunciare in tutte le sedi”.
La replica dell’amministrazione comunale è stata affidata all’Assessore ai Lavori Pubblici, Gioacchino Centonze, che ha così giustificato l’operato della giunta di cui fa parte: “C’è stata la consegna parziale dei lavori e, fermo restando l’interdizione dell’area ancora destinata a cantiere, le partite si stanno giocando dal 9 dicembre a porte aperte. Sapevamo che il muro di cinta era pericolante da circa 20 anni e lo abbiamo in parte sistemato. I ritardi nell’ultimazione dei lavori derivano dalla loro sospensione dal 20 ottobre per la necessaria approvazione della perizia di variante”. Centonze riferisce che gli interventi sono ripresi il 17 novembre e termineranno tra qualche giorno, il 30 dicembre prossimo. “La ditta che si è aggiudicata i lavori – continua – ha fatto più del dovuto. Per abbreviare i tempi e visti i costi esosi del manto erboso dello stadio, volevamo affidare i lavori del campo di calcetto alla stessa ditta, prevedendo la spesa di 24 mila euro. Ci sarebbe stato un risparmio di circa 30 mila euro”.


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